I quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldovrandi, il ragazzo di 18 anni bloccato, manganellato e soffocato il 25 settembre 2005 a Ferrara, sono stati reintegrati in servizio con incarichi amministrativi. La notizia-denuncia arriva dal papà di Federico, Lino Aldovrandi che in una intervista rilasciata a La Stampa ha dichiarato: “Avevano detto che si era sentito male, ma addosso aveva 54 lesioni, la distruzione dello scroto. Eppure la procura sosteneva che aveva fatto tutto da solo, che era un drogato”. I quattro agenti della polizia di Stato furono condannati a tre anni e sei mesi per omicidio colposo nell’uso legittimo delle armi; hanno scontato sei mesi in carcere, poi è intervenuto l’indulto. Ora la reintegra.
““Con la nuova legge sulle manifestazioni, sembra sia data mano libera alla polizia. Se ricapitasse oggi non so come andrebbe, anche perché la giustizia ha costi legali pesanti che un poveraccio non potrebbe permettersi”, ha aggiunto Lino Aldovrandi.
““Con la nuova legge sulle manifestazioni, sembra sia data mano libera alla polizia. Se ricapitasse oggi non so come andrebbe, anche perché la giustizia ha costi legali pesanti che un poveraccio non potrebbe permettersi”, ha aggiunto Lino Aldovrandi.
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