“SONO LIBERO! Mi hanno fatto uscire ora. Restituito cellulare e valigia. Tutto bene. aspetto che se ne vadano le ultime mie due guardie per scrivervi queste righe. Volo per la Grecia stanotte. G”
Così sul suo profilo facebook Don Nandino Capovilla, esponente di Pax Christi, fermato e trattenuto all’aeroporto di Tel Aviv è stato liberato ma non potrà proseguire il suo lavoro a Gaza, anzi neanche iniziarlo perché che verrà rimpatriato domani con il primo volo disponibile. Il sacerdote veneziano, parroco a Mestre, è noto per le sue iniziative in favore dei diritti umani e dei più deboli, sempre improntate alla nonviolenza. Nei 22 mesi di guerra a Gaza non ha mancato di esprimere la sua preoccupazione denunciando gli attacchi sui civili inermi e condannando le operazioni militari che hanno prodotto una catastrofe umanitaria.
“Questi alcuni dei miei numerosissimi di guardia in queste 7 ore” prosegue nel suo post. “MA PER PIACERE: DITE A CHIUNQUE SCRIVA CHE BASTA UNA RIGA PER DIRE CHE STO BENE MENTRE LE ALTRE VANNO USATE PER CHIEDERE SANZIONI ALLO STATO CHE tra i suoi “errori” bombarda moschee e chiese mentre i suoi ORRORI si continua a fingere che siano solo esagerazioni. NON AUTORIZZO NESSUN GIORNALISTA A INTERVISTARMI SULLE MIE SETTE ORE DI DETENZIONE SE NON SCRIVONO DEL POPOLO CHE DA SETTANT’ANNI È PROGIONIERO SULLA SUA TERRA
QUESTA IMMAGINE RIPORTA L’ULTIMO MESSAGGIO CHE STAVO SCRIVENDO PRIMA CHE MI SEQUESTRASSERO IL CELL. ERA LA PREGHIERA DEL GIORNO DEL PATRIARCA DABBAH”
