“Non era mai successo, dai tempi dell’Eiar (1924) che la Rai si trovasse per quasi un anno senza presidente. La più importante azienda culturale del paese è letteralmente senza volto. Il Presidente Mattarella alla cerimonia del ventaglio ha definito sconfortante la paralisi della Commissione di Vigilanza. Sarebbe interessante sapere che cosa pensano di questa situazione i presidenti delle Camere”. Lo afferma all’Adnkronos l’ex presidente della Rai ed ex deputato del Pd, Roberto ZACCARIA, secondo il quale il testo base della riforma Rai presentato oggi dalla maggioranza in comitato ristretto, “è solo un’operazione di facciata per rispondere agli imperativi del Freedom Act che impone a partire dall’8 agosto di dare una struttura indipendente alla Rai”. “Si deve modificare la regola attuale che dà al Governo la possibilità di scegliere l’Amministratore delegato, il vero capo azienda. Temo che nelle condizioni che stiamo vivendo ne uscirà una pessima legge”, dice ZACCARIA che è stato a lungo anche professore universitario di Diritto Costituzionale. “Siamo di fronte ad un vero e proprio ricatto della maggioranza. Sono nove mesi che la maggioranza sta bloccando la Commissione parlamentare di indirizzo e vigilanza per timore di un voto negativo sulla candidata Presidente. Non era mai successo, dai tempi dell’Eiar (1924) che la Rai si trovasse per quasi un anno senza Presidente. La più importante azienda culturale del paese è letteralmente senza volto. Il Presidente Mattarella alla cerimonia del ventaglio ha definito sconfortante la paralisi della Vigilanza. Sarebbe interessante sapere che cosa pensano di questa situazione i presidenti delle Camere”, sottolinea ZACCARIA. “Per affrontare una seria discussione sulla legge serve rimuovere questo ricatto, questo inaccettabile condizionamento”, afferma. “La Rai – prosegue ZACCARIA – deve tornare ad essere di tutti. Ci sono in ballo delicate riforme costituzionali, ci saranno dei referendum decisivi: l’indipendenza e l’imparzialità della Rai sono condizioni essenziali, irrinunciabili. Sono passati 50 anni dalla sentenza della Corte costituzionale (225 del 1974) che chiedeva indipendenza e pluralismo. Ora lo chiede a gran voce l’Europa. Si dia dunque un volto alla Rai e si cerchi di fare insieme una buona riforma”.
