Giornalismo sotto attacco in Italia

I media pubblici europei non stanno bene. Il nuovo rapporto di Reporter Senza Frontiere e il caso-Rai

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A meno di un mese dall’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act (EMFA), che imporrà ai paesi dell’Unione Europea (UE) l’obbligo di contribuire alla salvaguardia dei propri media di servizio pubblico, Reporter Senza Frontiere (RSF) ha pubblicato un rapporto che mette in guardia dalle minacce alla radiodiffusione pubblica nell’UE. Intitolato “Pressione sui media pubblici: una prova decisiva per le democrazie europee”, il rapporto illustra diversi scenari che i media pubblici dell’UE si trovano ad affrontare – alcuni incoraggianti, altri scoraggianti – e afferma che è urgentemente necessario un forte risveglio europeo per creare i media pubblici del futuro.

Questo nuovo rapporto di RSF valuta lo stato dei media pubblici sulla base di uno studio condotto nei 27 Stati membri dell’UE, nel Regno Unito e in Svizzera. RSF offre una panoramica dell’offensiva contro i media pubblici in tutto il continente e include scenari futuri e raccomandazioni concrete, oltre a fornire un’istantanea del panorama dei media pubblici europei.

Il rapporto evidenzia anche le migliori pratiche, come l’aumento del canone televisivo nella  Repubblica Ceca , e ne condanna altre che potrebbero avere effetti disastrosi, come la scomparsa della  radio pubblica del Liechtenstein lo scorso aprile.  RSF ritiene che l’Europa abbia bisogno di un forte risveglio per inventare i media di servizio pubblico di domani.

  • In più della metà dei paesi membri dell’UE, gli intervistati del sondaggio RSF ritengono che vi sia pressione sui media pubblici.
  • Per oltre la metà degli intervistati (55,17%), la pressione esercitata sui media pubblici è di natura politica. I principali esempi citati sono stati l’interferenza politica nella governance dei media pubblici o nella nomina dei loro dirigenti, e improvvisi cambiamenti nella direzione generale.
  • Il 31 per cento degli intervistati era a conoscenza di un caso in cui un giornalista che lavorava per un organo di stampa del servizio pubblico si era dimesso dopo un atto di ingerenza, mentre il 14 per cento era a conoscenza di un caso in cui un giornalista era stato sospeso dopo un atto di ingerenza.
  • I gruppi di media del servizio pubblico vengono spesso criticati per essere troppo costosi, sia nei paesi che hanno adottato misure di austerità ( Spagna, Portogallo, Italia ) sia nei paesi con una migliore salute economica  (Svizzera, Germania )
    Nella sezione dedicata all’Italia si legge, tra l’altro: “Modifiche e tagli alla programmazione, nomine strategiche dei leader: mentre i governi italiani negli ultimi dieci anni hanno sempre cercato di influenzare la RAI (Radiotelevisione italiana), il governo di Giorgia Meloni, in carica dall’ottobre 2022, è il più aggressivo finora. In Italia, la minaccia di una presa di potere politica sui media di servizio pubblico non deriva da riforme dirette, ma dallo sfruttamento di lacune legislative. I giornalisti RAI hanno denunciato un netto aumento delle pressioni da parte dei dirigenti dell’azienda da quando il governo di estrema destra di Meloni è salito al potere, con conseguenti significative autocensure e la cancellazione di voci critiche”.

RAPPORT MÉDIAS PUBLICS – EN_1


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