Legge bavaglio. Quella di Articolo21 sarà una forma di “obbedienza civile” contro una norma “incivile”

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No, noi non ci stiamo, nessuno ridurrà mai al silenzio Articolo21. Siamo nati per difendere il pensiero critico e continueremo a farlo.
Tra una manganellata e l’altra, domani sarà approvata la legge bavaglio, una norma concepita per ridurre al silenzio chi indaga su mafie, malaffare, corruzione.
Se fosse già stata in vigore non avremmo mai saputo nulla dei pestaggi nel carcere di Reggio Emilia, ancora oggi Ustica sarebbe un luogo di vacanza e Stefano Cucchi, uno morto cadendo per le scale del penitenziario.
Una norma, peraltro, in contrasto con le sentenze dalla Corte europea, e con la stessa legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti.
Per quanto ci riguarda continueremo a dare ogni notizia che abbia i requisiti della rilevanza sociale e del pubblico interesse.
La nostra sarà una forma di “obbedienza civile” contro una norma “incivile”
Allo stesso modo daremo vita ad un comitato di giuristi, costituzionalisti, legali per arrivare immediatamente alla possibilità di denunciare la norma alla corte costituzionale e alla giustizia europea.
La legge è già sotto la lente di ingrandimento delle istituzioni internazionali, perché arriva alla vigilia del voto europeo sul media freedom act che invita a contrastare gli ostacoli al diritto di cronaca, a cominciare dalle querele bavaglio.

L’Italia ha conquistato il primato in materia di querele intimidatorie, scagliate dal governo contro scrittori, disegnatori, autori, l’ultima contro lo storico Luciano Canfora..
Alla luce della nuova e intimidatoria  offensiva scatenata persino contro i cantanti che hanno osato chiedere la pace, denunciare i massacri di Gaza, raccontare i delitti  contro i migranti, il quadro appare ancora più oscuro e oscurantista.
Sbagliano quei giornalisti che fingono di non vedere e tacciono di fronte a bavagli e catene alla libertà  di espressione e di critica.
Per questo il nostro sito ha preparato uno speciale contro i bavagli e domani rilancerà tutto il giorno con hashtag #nobavagliallacostituzione.
Vi invitiamo a sostenere questa campagna, spezzando il muro del silenzio.

Qui non è in gioco il destino di una corporazione, ma il futuro della Costituzione antifascista, antirazzista, pacifista, solidale, inclusiva.
Saremo presenti ad ogni presidio  per chiedere di liberare da bavagli e catene Julien Assange, Ilaria Salis, quello che resta della libertà di informazione.
Il 24 febbraio a Torino articolo 21 Piemonte metterà insieme magistrati, giornalisti, associazioni che, ogni giorno, lottano per la dignità, la libertà, la solidarietà e si prendono cura delle vite delle altre e degli altri.
Il 6 marzo a Roma con la Cgil, con  tante associazioni che hanno promosso, lo scorso 7 ottobre, la grande manifestazione la Via maestra, promuoveremo la prima assemblea nazionale contro i bavagli alla Costituzione e al pensiero critico, nella speranza che, quanto prima, si arrivi  ad una manifestazione nazionale che unisca quanti hanno a cuore la Costituzione.
Ognuno faccia come creda, ma noi non vi iscriveremo mai al partito degli indifferenti, dei cerchiobottisti, degli ignavi, delle anime prave che hanno sempre un buon motivo per disertare o per fingere di non vedere e di non sapere.
Non stiamo andando verso l’Ungheria, siamo già oltre.


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