Il Governo Draghi ha la fiducia del Parlamento

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Il governo presieduto da Mario Draghi dal Febbraio di questo anno subisce, in questi giorni, una pressione anomala dai Partiti , tesi ad affermare se stessi con argomentazioni non sempre coerenti con la costruzione di una linea politica comune e di governo. Mi sembra prevalga il desiderio di differenziarsi nel rapporto con l’elettorato vero, presunto, auspicato ed allo stesso tempo gli stessi Partiti cercano di lucrare al massimo a causa della loro partecipazione al governo.

Ed ecco che ricordo quanto scrisse e pubblicò nel libro “Dittatura, classe politica e classe dirigente” (Einaudi 1955) Dorso, grande meridionalista, a proposito della classe politica e quindi della classe dirigente: «Se la classe diretta del paese elabora elementi deficienti, che non migliorano la composizione della classe dirigente e perciò questa a sua volta non migliora la composizione della classe politica, il paese è in netta decadenza fino a quando non maturino le condizioni e le cellule nuove per la guari­gione politica»

Dopo dieci anni , nel lontano 1965 , la Settimana sociale dei cattolici italiani, nel documento conclusivo, operò tale considerazione:

«Ciò che qualifica il partito politico è la sua capacità di interpretare le esigenze più profonde della società generale, interpretazione che non può non avvenire se non alla luce di alcuni principi o fondamenti ideali che costituiscono la somma dottrinale del partito stesso. Il partito deve dare alla società generale un orientamento di valore in termini politici, offrirle il modello di sviluppo e delle proposte concretamente operative nella storia, ma a sua volta esso deve assumere dalla società generale gli elementi per la costruzione del modello mede­simo secondo i caratteri, le esigenze e le possibilità concrete di un determinato momento storico del paese. Ciò avviene in primo luogo mediante l’apertura del partito alla più larga adesione dei cittadini, i quali pertanto non debbono essere degli amministrati, ma degli elementi attivi, partecipi responsabilmente nella costruzione quotidiana del suo programma e della sua azione. Un partito, in una democrazia, opera in un sistema di partiti e la sua integrazione con gli altri può portare ad un arricchimento del comune patrimonio di valori sociali, così bilanciando quella tendenza dissociativa di cui, per il suo stesso carattere di parte, è il portatore. Il che non comporta una rinuncia ai valori e ideali propri di ciascuna libera formazione politica, ma la subordinazione alle esigenze del bene comune come si vanno configurando storicamente. »

Mi pare che rappresentanti di Partiti e di Partiti personali in Parlamento sono tentati ad orientare la loro azione in vista di obiettivi che definerei , in maniera semplicistica, come riferibili ad una esclusiva autoreferenzialità.

Ed ecco che si parla dell’Europa con lingua biforcuta; c’è chi parla dell’immigrazione proponendo ricette sbrigative , senza senso; c’è chi , dichiarando di volere liberare la Rai dai Partiti, propone il contrario; c’è chi gareggia con gli orari del ‘coprifuoco’ ; c’ è chi grida: ‘ libertà ‘ in modo improprio; c’è chi propone il ‘suo candidato’ senza storia e capacità per elezioni prossime; c’è chi vuole diminuire le tasse, alzare i salari, non pagare le tasse, allungare prescrizioni, eliminarle, modificarle e poi altri parlano di autostrade, ponti sullo Stretto, alta velocità, ristori a tutti, a pochi, a categorie , ed ancora parole in libertà tanto per battere l’aria. E domani è un altro giorno!

Tale atteggiamento , condito da slogan superficiali in funzione di una ‘ captatio benevolentiae ‘ acritica , in assenza di elaborazioni documentate, non costruisce ed espone il nostro Paese a pericoli.

Appare che qualcuno cerca di ottenere quelle che considera vittorie in base a rivendicazioni da presentare come buoni risultati per avere consenso ed immaginando di rinforzarsi. Anche qualche capo di Partito, non sempre da leader, rappresenta convincimenti talvolta altalenanti perché non fondati sulla scienza politica.

Sono convinto che l’elettorato, quando si voterà, risponderà non in base alle suggestioni dell’oggi, ma ai risultati della azione del Governo, che vedremo ed alle attese prioritarie che ogni concittadino auspica.

Il Presidente Mattarella ha indicato i grandi obiettivi che il nostro Paese deve perseguire ed ha designato Draghi, che ha realizzato un’ampia maggioranza sulla base della decisione libera delle forze politiche.

Fortunatamente al Governo c’è chi ha assunto con grande responsabilità un impegno gravoso per il bene comune.

Il doppio o il triplo gioco mostra la corda. La slealtà alla lunga non paga.

Irresponsabilmente e per infantilismo politico c’è chi dimentica che il Parlamento ha dato fiducia al Governo, come prevede la Costituzione.


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