Soluzioni per la comunicazione indesiderata

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All’evolversi delle tecnologie della comunicazione i singoli Paesi prima e l’Europa poi hanno risposto con previsioni sempre più puntuali in ordine alla tutela della privacy che i più deboli subiscono tremebondi ed i potenti superano con un allegro salterello.

Non c’è bisogno di richiamare le imprese regine del web per citare potentati del tutto insensibili alla privacy. Basti pensare al sistema creditizio, che conosce di noi ogni più piccolo ritardo nell’adempimento delle obbligazioni finanziarie, a fronte del modesto proprietario immobiliare che, volendo locare il suo appartamento, non è in grado di sapere se l’aspirante conduttore è un moroso seriale perché nei tribunali italiani vige la riservatezza sulle parti litiganti.

Non è dato svolgere una ricerca su Internet senza dover cedere, per esigenze di tempo, la nostra profilazione cliccando su un generico “accetto” (che cosa? A favore di chi?), mentre i dati relativi ai nostri recapiti sono ormai merce di scambio su un mercato sempre più sfacciato. Un tradizionale distributore di email gratuite come Tiscali oggi chiede un euro al mese per tenere la tua casella di posta elettronica indenne da pubblicità finendo inevitabilmente in concorrenza con le imprese – tra tante “Register” o “Aruba” – che vendono i domini, cioè le parti degli indirizzi di posta elettronica poste dopo la “@” offrendo, oltre al filtro della pubblicità, un indirizzo personalizzato.

C’è chi dedica una parte del weekend a cliccare “cancellami” sulle mail pubblicitarie che intasano le caselle di posta elettronica (esaurendo lo spazio disponibile, ma limitato) per poi scoprire che non è stato cancellato affatto, nonostante le assicurazioni ricevute, posto che il giorno dopo la pubblicità indesiderata prosegue imperterrita. È in gran parte inutile anche applicarsi ai filtri: mandato in spam un indirizzo di pubblicità indesiderata, il medesimo messaggio arriva da un altro e nuovo indirizzo che neanche assomiglia al precedente.

C’è addirittura chi, come Google, ti chiede di accettare la profilazione speciale per essere raggiunto da pubblicità mirata e determinata dalle tue ricerche, tanto che a volte si rinuncia a fare una ricerca per evitare di essere perseguitato proprio dalla pubblicità mirata.

Ma la parte peggiore del progresso della comunicazione è nella pubblicità telefonica. Orde di telefonisti sono applicati ai call center per offrire a tutte le ore, a ben vedere, più o meno sempre la stessa merce che è in prevalenza la telefonia o le forniture elettriche. E ancora il mercato dell’elettricità non è completamente liberalizzato!

Gli elenchi dei nostri cellulari sono evidentemente distribuiti verso ricchi corrispettivi e chissà a chi, chissà dove e chissà quando abbiamo fornito il consenso a ricevere offerte pubblicitarie telefoniche. Il registro di chi non desidera contatti pubblicitari è un mero feticcio e chiedere ad un telefonista come ha avuto il nostro recapito è inutile perdita di tempo.

Come difendersi dall’assedio?

Per le email è consigliato scegliere il sistema di gestione della posta IMAP invece del POP. L’IMAP, infatti, permette di agire, attraverso qualunque dispositivo dotato di un client di posta elettronica, direttamente sul server del provider sicché ogni operazione eseguita, per esempio, dal telefonino opera in automatico per tutti gli altri dispositivi. Quasi sempre i client di posta dei cellulari dispongono di trattamenti delle email più rapidi di quelli in uso sui PC e ciò facilita l’eliminazione della posta indesiderata: mandato in spam un messaggio dal telefonino, lo troveremo già in spam quando accenderemo il PC.

Per le telefonate si sono sperimentati diversi sistemi, dal fischietto da arbitro ad un’organizzazione assai più sofisticata. Per vero, bisogna considerare che chi opera nei call center è pur sempre un lavoratore e angariarlo con una soffiata di fischietto direttamente nelle orecchie non è un modo di rispettarlo. Del resto, il fischietto non si può usare sempre: sull’autobus è fortemente sconsigliato! Il fischietto è meglio riservarlo agli stalker che dà pure molta più soddisfazione.

Il metodo ad oggi più raffinato consiste nel munire il telefono fisso di segreteria telefonica (meglio se con messaggio in tedesco, giapponese o arabo non necessariamente fedele alla lingua prescelta) che scoraggia qualunque operatore telefonico dal proseguire. Gli amici verranno opportunamente preavvertiti ed invitati a presentarsi per ottenere risposta se siamo in casa. La stessa cosa per il cellulare: la segreteria telefonica offerta da tutti i gestori, tarata su cinque squilli, dà il tempo di rispondere normalmente alla chiamata di un contatto conosciuto. Bisogna però considerare che talvolta si ricevono telefonate utili, se non indispensabili, da numeri sconosciuti: un ente pubblico che deve spostare un appuntamento prenotato; l’idraulico che chiama dal cellulare della moglie per anticipare il suo arrivo. In tutti i casi in cui arriva una chiamata da numero non presente tra i nostri contatti, è opportuno richiamare. Il più delle volte i centralini dei call center dispongono di centralini geografici virtuali che proiettano sul display un numero con prefisso di altra provincia. Richiamati, questi numeri risultano irraggiungibili sicché si possono tranquillamente mettere in lista nera. Si riproporranno in una successiva telefonata apparentemente proveniente da altra provincia e il gioco del nascondino proseguirà irrefragabilmente senza però dover interloquire con Massimo da Venezia che offre l’utenza telefonica che già abbiamo o Ornella da Perugia che ha un’offerta luce imperdibile.

Se si vuole evitare la richiamata, è utile munire il nostro cellulare di una app come Tellows o Caller Id & blocco in cui, come su Waze per gli automobilisti, gli utenti interagiscono segnalando la provenienza di un numero ed esponendo l’esperienza vissuta rispondendo ad esso. Ottenuta l’informazione, si potrà bloccare il numero chiamante oppure, riconoscendone l’utilità, ammetterlo tra i contatti come innocuo per una successiva chiamata.

Non appaiano questi consigli eccessivamente elaborati. Nella comunicazione siamo ormai in guerra e le trincee non si scavano da sole. Dobbiamo attrezzarci perché il gioco si fa sempre più duro e solo i più forti sopravviveranno alla rabbia di essere stati disturbati inutilmente in un momento di massima concentrazione.

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