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Seconda nave quarantena sbarcata in Calabria. Ospiterà i migranti positivi al virus

 

E’ la motonave Aurelia della compagnia Grandi Navi Veloci, la seconda unità noleggiata dal Governo per trasformarla in nave quarantena. E’ arrivata al porto di Corigliano Calabro, proveniente da Spalato, dove subirà le modifiche previste dai protocolli anticovid che trasformeranno il traghetto passeggeri in struttura ospedaliera. Saranno i medici dell’Usmaf, l’unità speciale del Ministero della Salute, ad effettuare il cambio destinazione ed insieme alla Capitaneria di porto vigileranno sul rispetto delle prescrizioni. La parte sanitaria, dal triage alla cura dei malati, sarà tutta nelle mani della Croce Rossa italiana. Potrà ospitare fino a 293 migranti da sottoporre a quarantena.
A richiederla era stata nei giorni scorsi il Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, dopo i numerosi casi di migranti arrivati sulle coste calabresi da Tunisia e Libia nel mese di luglio, risultati positivi al coronavirus. Il loro trasferimento in alcune strutture nel comune di Amantea, in provincia di Cosenza, causò non pochi problemi alle forze dell’ordine che dovettero affrontare blocchi stradali e tafferugli con i residenti. Tutto rientrò dopo qualche giorno con le rassicurazioni dalla Prefettura che uomini, donne, e bambini, sbarcati a Roccella Jonica, sarebbero andati altrove. Così il Ministero dell’Interno ha deciso di noleggiare l’Aurelia che affiancherà l’altra motonave, sempre della stessa compagnia, già operativa tra Lampedusa e Trapani. In caso dovesse essere richiesto l’ Aurelia potrà spostarsi in altri porti della Calabria o della Sicilia orientale.
Non sono mancate le polemiche per la scelta del porto di Corigliano. Il sindaco del Comune Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha attaccato Regione e Governo per aver saputo dell’attracco solo dagli organi d’informazione. Il porto della città jonica – ha sottolineato in una dura nota – non è idoneo ad ospitare una nave ospedale perché mancano i requisiti minimi di sicurezza igienico sanitaria, come ad esempio l’acqua potabile, illuminazione, segnalazione di pericolo sulle banchine. “Sono anni – scrive il Sindaco – che chiediamo investimenti per i servizi minimali, investimenti che puntualmente vengono dirottati su altri porti”. Sottolinea che il suo intervento non è contro i migranti. “Corigliano-Rossano – continua – è una città che accoglie, lo dimostra la nostra storia ed anche la presenza degli SPRAR lungo il territorio cittadino. La nostra città quando si tratta di persone non si tira indietro. Miope e criticabile è la politica nazionale in tema d’immigrazione, che appare più condizionata dal consenso che da una visione di più ampio respiro. Il tema delicato delle migrazioni – conclude – ridotto in tempi d’emergenza Covid a navi-galera, lascia perplessi e preoccupati”.

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