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“Mi auguro che la Carta di Assisi possa diventare un manifesto anche per la politica”. Intervista al sindaco di Assisi Stefania Proietti

 

Per Stefania Proietti, sindaco di Assisi, la Carta che porta il nome della sua città è un po’ come una stella polare o, visto il periodo, una stella cometa. Il sorriso per il paragone vagamente dissacratorio non toglie nulla al contenuto e al merito: la Carta di Assisi per la prima cittadina umbra oggi è un riferimento di azione politica. Un esempio? L’adesione all’unanimità all’ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a sostenere la Commissione in Senato istituita su proposta della senatrice  Liliana Segre . “Non era scontato” sottolinea Proietti. No, non era scontato considerato “l’esempio” ( per dirla come la direbbe Papa Francesco) dato nell’assise parlamentare spaccata a metà con il centrodestra astenuto in Aula.

Parte dalla sua città Stefania Proietti per confermare la sua adesione al primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre. “In questo caso giornalisti e politici sono accomunati dalla responsabilità di ciò che dicono, dall’autorevolezza delle azioni che compiono ma soprattutto dal potere che esprimono con i loro rispettivi impegni” prosegue Proietti spiegando come dal suo punto di vista tutto si tiene. “Quando si parla di odio bisogna ergersi al di sopra delle parti politiche, degli schieramenti e da qualsiasi appartenenza. La condanna deve essere unica”. Poi quella presa di coscienza di quanto possa essere concreto il pericolo che “chiunque goda di potere possa sentirsi autorizzato a considerarsi unico detentore della verità e peggio possa agire al di sopra degli schemi” per  questo motivo Stefania Proietti ha aderito alla Carta di Assisi credendo che “possa diventare un manifesto anche per la politica. Un mezzo per guardare oltre – prosegue – al bipolarismo estremo che sta avanzando. La democrazia va custodita e difesa. Dalle parole di odio si passa alle azioni di odio. Mai come in questo tempo – continua Proietti – tutto è accessibile possibile”. Il riferimento certamente ai fatti di cronaca politica e di vita che avvengono ogni giorno ma, allo stesso tempo Stefania Proietti declina al positiva questa sia riflessione. Ancora una volta parte da Assisi: dalla casa di accoglienza istituita da Caritas e Comune e dedicata a Papa Francesco; il luogo dove il pontefice ama pranzare quando è in visita alla città. “In occasione del capodanno alla casa sono  arrivati diversi giovanissimi che hanno deciso di trascorrere la serata svolgendo un servizio agli ospiti di quel luogo. Ecco la scelta di quei ragazzi è la declinazione al positivo che tutto è possibile. In questo ha certamente ragione il presidente Mattarella quando dice che i giovani conoscono meglio degli adulti la Carta Costituzionale. Il senso di responsabilità e le scelte anche in ambito ambientale che attuano sono la dimostrazione del loro impegno politico di servizio a quella umanità tanto cara a papa Bergoglio. La città di Assisi ha il dovere e deve riuscire a dimostrare che c’è una alternativa all’odio”.

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