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La strage sui luoghi di lavoro sotto gli occhi indifferenti della politica: 952 morti nel 2019

 

Sono stati 5 i morti sui luoghi di lavoro il 30 agosto 2019. Una strage che prosegue nell’indifferenza della politica e delle Istituzioni che dovrebbero inorridire e non pensare a altro.

Le morti: un operaio di 39 anni nel varesotto schiacciato dai rulli di un macchinario (che orrore); un altro operaio, Marzio Bolsato, in una fabbrica della provincia di Treviso è stato travolto da materiali che l’hanno colpito alla testa.

Perde la vita nel frusinate un edile, Franco di Palma (nella foto) che è morto travolto da terreno franoso.

Dopo 25 giorni di agonia, non ce l’ha fatta un operaio travolto sull’A12, questo lavoratore è morto in un cantiere stradale mentre cercava d’aiutare un automobilista in difficoltà.

Infine, terribile la morte in nero, in un cantiere abusivo, di Cosimo Blasi, vittima di una scarica elettrica. Non si sa per chi lavorasse.

E’ un’Italia orribile quella che vediamo con i nostri occhi. Tra l’altro proprio ieri Inail ha diffuso il numero di denunce che gli sono arrivate dal territorio, sono state 599 (comprensivi dei morti sulle strade e in itinere) nei primi sette mesi del 2019. In realtà occorre avere ben chiaro che queste sono solo denunce e molte non verranno poi riconosciute. Tra l’altro, e lo scriviamo da anni, che le morti sono molto de più di quelle diffuse da questo Istituto dello Stato: molte categorie di lavoratori non sono assicurate all’INAIL come per esempio la stragrande maggioranza degli agricoltori schiacciati dal trattore che sono già stati 102 dall’inizio dell’anno. In questo momento sono 952 i morti sul lavoro complessivi, di questi 465 sui luoghi di lavoro. 

Su queste tragedie occorre la massima chiarezza, abbiamo la speranza che il nuovo governo ponga finalmente al centro della sua politica la vita dei lavoratori. Ci auguriamo non sia solo una speranza.

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