Sei qui:  / Articoli / La Carta di Roma e il ruolo delle parole nella costruzione del dibattito pubblico

La Carta di Roma e il ruolo delle parole nella costruzione del dibattito pubblico

 

Associazione Carta di Roma ha presentato una segnalazione sulla narrazione giornalistica scaturita dall’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, per il quale erano stati accusati dei “nordafricani”

«La Carta di Roma, il codice deontologico giornalistico su migranti, rifugiati e richiedenti asilo è nata 11 anni fa dopo una maratona di odio come quella di ieri. Oggi lanciamo un appello all’Ordine dei Giornalisti e alle direzioni dei giornali e dei telegiornali affinché la Carta di Roma venga letta, diffusa, osservata in tutte le redazioni», così Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione Carta di Roma, all’indomani dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, reato per il quale è stata attribuita l’immediata responsabilità a due non meglio identificati “nordafricani”. A tal proposito, prosegue Cataldi nell’editoriale “La cautela ieri è scomparsa per almeno 12 ore. L’assassino presunto era certamente nordafricano, maghrebino. Lo era nei titoli dei telegiornali dell’ora di pranzo. I primi, il Tg2 e Tg5 lo hanno scritto, lo hanno letto in studio, lo hanno sottolineato nei servizi: “carabiniere ucciso, accoltellato da un nordafricano”, “ucciso da un maghrebino”. La cautela cessa di esistere quando al reato si associa l’etnia dell’autore che a quel punto, anche senza verifica certa, non è più presunto ma diventa certamente africano, certamente assassino. Nelle parole della politica il meccanismo è identico e parallelo, diventa un “bastardo” che va “condannato ai lavori forzati”, e quelli come lui vanno “rispediti a calci nel loro paese” ».

Nella segnalazione fa riferimento al fatto di cronaca del 26 luglio 2019, l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, per il quale erano stati indicati come responsabili “due nordafricani”, mentre attualmente i presunti responsabili dell’omicidio sarebbero due cittadini statunitensi.

Nella segnalazione abbiamo sottolineato come il presentare l’origine nordafricana degli autori del reato come una certezza abbia “comportato una descrizione e ricostruzione dei fatti totalmente difforme dalla realtà con conseguente violazione del criterio della verità”.

Infine, è interessante riflettere su quello che è uno dei principi di Carta di Roma e che, in qualche modo, racchiude l’importanza del ruolo, anche civile, del giornalismo stesso.

Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie e riflettere sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità della intera categoria dei giornalisti

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE