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Appello al governo: che la “svolta” sia soprattutto cambiamento di linguaggio per fermare l’odio

 

Questo è un appello al governo che si sta formando in queste ore. Un appello agli uomini e alle donne della politica che affermano di voler segnare una svolta nella gestione di questo paese. Noi siamo convinti che la svolta nell’azione politica non può essere separata da una svolta anche del linguaggio istituzionale, soprattutto sul tema delle migrazioni che è tema centrale .

Nell’ultimo anno abbiamo ascoltato e subito una comunicazione istituzionale incattivita e violenta, centrata sulla necessità di incutere paura utilizzando argomenti lontanissimi dalla realtà dei fatti. Abbiamo sentito parlare di invasione di fronte ad un calo di oltre l’80 per cento di arrivi, di aumento dei reati di fronte ai dati del Viminale che danno in calo tutti i reati, di epidemie di malattie terribili che non si sono mai verificate, di crociere di fronte ai disperati viaggi su imbarcazioni di cartone, di pacchia di fronte a persone sopravvissute a fame e guerra che spesso diventano schiave nei campi.

Abbiamo assistito e subito, increduli e frastornati, al ripetersi continuo dell’individuazione di nemici cui addebitare tutte le nostre difficoltà, i nostri problemi cui, in realtà, solo la politica può e deve dare una risposta e trovare una soluzione.

La svolta deve essere anche e soprattutto nel linguaggio perché i cittadini italiani sono quelli che in Europa hanno la percezione più distorta dell’immigrazione.

Questo è un appello alle istituzioni per l’uso di parole adeguate, che siano coerenti con la realtà, che rispondano al concetto elementare di verità dei fatti.

Che i naufraghi si chiamino naufraghi, che i soccorritori si chiamino soccorritori, che la solidarietà si chiami solidarietà, che i razzisti si chiamino razzisti e non facinorosi.
Che non si utilizzi più la parola clandestini per definire chiunque arriva dal mare.
Che l’odio non sia più un messaggio legittimo da diffondere attraverso il linguaggio politico, e, soprattutto, attraverso il linguaggio istituzionale.

I primi firmatari (in ordine alfabetico)

Associazione Carta di Roma (Valerio Cataldi, Pietro Suber, Paola Barretta, Piera Francesca Mastantuono, Sabika Shah Povia), A buon diritto, Acli, Arci, Amref, Amnesty Italia, Asgi, Paolo Borrometi (Presidente Articolo 21), Stefano Corradino (Direttore Articolo 21), Cospe, Guido D’Ubaldo (Segretario ODG), Maurizio Di Schino (Segretario UCSI), Vittorio Di Trapani (Segretario Usigrai), Fcei (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Lorenzo Frigerio (Libera Informazione), Giuseppe Giulietti (Presidente FNSI), Raffaele Lorusso (Segretario FNSI), Lunaria, Elisa Marincola (Portavoce Articolo 21), Medici Senza Frontiere Italia, SIMN (Scalabrini International Migration Network), Paola Spadari (Presidente OdG Lazio), UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), Carlo Verna (Presidente ODG)

Qui tutte le adesioni https://www.cartadiroma.org/news/in-evidenza/appello-governo-linguaggio-politico/
Per aderire inviare una mail a: info@cartadiroma.org

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