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Operazione Dynamo 2019

 

La Francia stava ormai cadendo, a Dunkirk trecentomila soldati britannici – più o meno tutta la fanteria di sua maestà – avevano di fronte i tedeschi e alle spalle il canale della Manica. Impossibile evacuarli senza controllo dello spazio aereo e con imbarcazioni che non potevano approdare sulla battigia. Churchill si inventò l’operazione Dynamo, contro le aspirazioni a trattare con Hitler del suo stesso partito, continuó il conflitto ed evacuó le truppe convocando i diportisti di mezza costa orientale. Venne così scritta una pagina fondamentale della Seconda Guerra Mondiale (raccontata da ultimo in “L’Ora più buia” e “Dunkirk”).

Bene, cosa c’entra con la Manica di oggi? Aver blindato oltre l’immaginabile Calais, il suo porto, lo scalo dell’Eurotunnel e l’autostrada, aver demolito l’oscena “jungla”, dare la caccia ai migranti nella boscaglia della città portuale non è stato sufficiente. L’operazione Dinamo è ricominciata, questa volta al contrario.

Da metà novembre dozzine di “barchette” stanno provando ad attraversare la Manica in perenne tempesta. Opera di trafficanti che le riempiono di profughi disperati e pronti a pagare 6000 euro a testa, stanchi di restare nella boscaglia di Calais dove ormai le operazioni della polizia per distruggere tende e accampamenti sono al loro record storico (dal novembre 2017 al novembre 2018 se ne sono contate 393 secondo un rapporto delle ONG che lavorano sul posto e che verrà diffuso a giorni).
Se volete rendevi conto della situazione a Calais qui i miei reportage del gennaio 2018 e anche qui

Come mi ha detto una volta una donna di Calais, saggia osservatrice della sua terra: fin quando non spostano la Gran Bretagna, questa storia non finirà.

Negli ultimi giorni la “flottiglia” ha raggiunto livelli allarmanti, lo ha ammesso persino il governo britannico che intensificherà la sorveglianza navale. Come non sono servite le recinzioni alte 4 metri e il muro a Calais (per la modica cifra di circa 60 milioni di euro pagati dal contribuente britannico), non servirà un cordone nautico intorno a Dover ma a Londra la propaganda vince, da anni, sulla politica. Figuriamoci se oggi la musica può cambiare quando c’è da fare i conti il fallimento Brexit depositato davanti alla porta con il numero 10 di Downing Street.

In coda a questo pezzo della BBC l’elenco di tutti i tentativi di attraversamento della Manica (la rotta commerciale più trafficata del mondo oltre che un mare molto difficile), 40 i soccorsi nel solo giorno di Natale, ma al di là dei numeri a me viene in mente “Welcome”, il film di Loiret del 2009: la storia di un ragazzino che per attraversare la Manica impara a nuotare e muore tra i flutti di fronte le bianche sponde britanniche.

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