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La tarantella di affitti e sfratti

 

Napoli, studenti fuori sede tra affitti, sfratti e traslochi

All’inizio dei semestri accademici il centro storico di Napoli si popola di volantini e foglietti con appartamenti e posti letto in affitto. Pare un trasloco collettivo, coi fuorisede che trascinano valige e scatoloni nei portoni dei vecchi palazzi.

Le stanze tra Mezzocannone e Carlo III sono in pessime condizioni ma gli affitti sono cari e pagati a nero.

“In tre anni non ho mai visto un contratto. Quando arrivi ti dicono che se lo vuoi devi pagare di più” racconta Mariagrazia, di scienze biologiche. “Le case in centro storico sono vecchie e malandate. Se vuoi pagare poco ti ritrovi con cinque o sei coinquilini. Con due-tre devi pagare di più. Ti propongono anche i vasci”.

Negli ultimi anni molti proprietari hanno trasformato le abitazioni in alloggi per studenti: da una quadratura media (due camere da letto e cucina e bagno in comune) ricavano fino a sei posti letto da fittare singolarmente. Più conveniente di un contratto per un singolo affittuario.

“Qua ci sta la camera che ti dicevo: quello sarebbe il letto, quello là invece già è occupato da un’altra ragazza. Nella camera a fianco ci dormono tre ragazzi, due studiano e uno lavora, sono tranquilli. A me vanno solo i quattrocentocinquanta euro dell’affitto, poi per le spese te la vedi con loro. Stessa cosa se dovessero succedere tarantelle: patti chiari e amicizia lunga”.

Orazio, 56 anni, ha un negozietto di elettronica al Rettifilo e da quattro anni affitta il vecchio appartamento dei genitori ai fuorisede. La sistemazione non è male, ma di fare un contratto non se ne parla: “Piccirè a me non mi conviene, ma se ci pensi bene nemmeno a voi: se io vi registro il contratto e poi voi ve ne volete andare prima, che si fa? Così è una garanzia per me e per voi”.

I quartieri del centro storico stanno diventando l’oggetto del desiderio di chi fiuta l’affare legato alle permanenze di lungo periodo.

La richiesta di acquistare interi stabili è cresciuta, insieme a sgomberi e sfratti esecutivi.

“La donna del piano di sotto e suo figlio hanno avuto problemi con la banca e ora vogliono togliergli la casa. Stamattina, con l’aiuto di un Comitato, hanno avuto qualche giorno di proroga ma anche con un rinvio non avrebbero dove andare. Il proprietario dice che potrebbe trovargli lui una stanza pagando una cifra più alta del solito, perché c’è il bambino. Lui è meschino. Ma che altra possibilità c’è?”.

Bianca è ungherese, a Napoli con l’Erasmus per una tesi su Pino Daniele. Anche per lei trovare casa è stato difficile.

“Il problema è sociale, è assurdo che ci siano letti fittati a prezzi altissimi e gente buttata fuori di casa. Il prossimo mese dico al padrone di casa che deve registrarmi il contratto, non voglio più rischiare. Forse mi dirà di pagare di più o di andare via, ma ormai more black than midnnight it can not come!”.

Da isiciliani

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