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Caso Regeni. Sparito l’avvocato egiziano della famiglia. Era stato invitato all’Onu per parlare di “sparizioni forzate”

 

Arrestato e sparito nel nulla mentre stava per imbarcarsi su un volo che dal Cairo lo avrebbe portato a Ginevra. Ibrahim Metwaly ha 53 anni ed e’ un avvocato. Era stato invitato alle Nazioni Unite per parlare delle sparizioni forzate in Egitto e delle torture. E tra i casi avrebbe illustrato anche  quello di Giulio Regeni perche’ la Commissione Egiziana per i Diritti e la Liberta’ (Ecrf), per cui Metwaly lavora,  segue il caso e fornisce assistenza legale in Egitto alla famiglia del giovane ricercatore di Fiumicello..

La tempistica di alcune mosse dell’apparato di sicurezza egiziano deve far riflettere. All’indomani dell’audizione del ministro degli Esteri Alfano davanti le Commissioni Esteri di Camera e Senato durante la quale il responsabile della Farnesina ha motivato la decisione del governo di inviare nuovamente il nostro ambasciatore in Egitto, il sito dell’Ecrf e’ stato oscurato. Da poco aveva pubblicato un nuovo rapporto nel quale citava 378 sparizioni forzate negli ultimi mesi. Pochi giorni fa la stessa sorte e’ toccata al sito di Human Rights Watch all’indomani di una pubblicazione di un rapporto durissimo in cui si parla del ricorso sistematico alla tortura nei confronti dei dissidenti da parte di agenti di polizia e dei servizi che fanno capo al Ministero dell’Interno.

Durante la sua audizione, il Ministro Alfano ha sottolineato come si debba lavorare nel chiedere all’Egitto il pieno rispetto per i diritti umani. Ma e’ un paese dove continuano gli arresti arbitrari, le sparizioni forzate, i casi di tortura quello in cui il 14 settembre arrivera’ l’Ambasciatore Cantini, nostro nuovo rappresentante diplomatico in Egitto.

Cantini, tra i tanti compiti, avra’ quello non facile di riprendere i contatti con delle autorita’ che nei giorni e nei mesi seguenti il ritrovamento del corpo martoriato di Giulio Regeni hanno negato il coinvolgimento di uomini dei servizi di sicurezza egiziani. Solo il lavoro ostinato della nostra Procura e le pressioni fatte dalla societa’ civile e dal governo italiano, che ha aperto la piu’ grave crisi diplomatica con il paese ritirando l’allora ambasciatore Massari, ha permesso di fare qualche passo avanti.

Per i genitori di Giulio Regeni il ritorno del nostro ambasciatore in Egitto e’ una resa. Facciamo in modo che non sia così, mantenendo la pressione alta sul governo e la nostra ambasciata.

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