La valigia di Padre Paolo

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Padre Jens Petzold apre la porta di un grande ripostiglio. Ci si aggira tra scatole, oggetti di ogni tipo… Sugli scaffali, ordinati, prodotti utili per la manutenzione del monastero. Ma lo sguardo va sù, in alto, dove si intravede una valigia nera. La valigia di Padre Paolo.
Padre Jens arrampicandosi la tira giu’, la apre, e me ne mostra il contenuto. “Nel 2014 qui a Sulaymaniyah e’ venuta una delle sorelle di Padre Paolo e abbiamo pensato di mettere tutto il necessario dopo un lungo periodo trascorso nelle mani di Daesh, lo Stato Islamico”
La busta con dentro un paio di scarpe, il saio, la cintura. E poi un libro di preghiere assieme a carta e penna. Poco altro… Perche’ nell’armadio di Padre Paolo ci sono poche cose, ci aveva raccontato la sorella Immacolata che assieme a Padre Jens, ha preparato la valigia. Da bravo gesuita, ci aveva spiegato, aveva fatto voto di poverta’.
Eppure quel bagaglio impolverato e’ così ricco. Perche’ nella sua semplicita’ contiene l’essenza del messaggio di Padre Dall’Oglio. Un messaggio che portava con sé, in giro per il mondo, assieme a quella valigia con dentro poche cose, per raccontare la sofferenza del popolo siriano, l’urgenza di intervenire al piu’ presto per porre fine a quella che annunciava come una catastrofe e che in questi quattro anni, dopo la sua scomparsa, si e’ rivelata tale.
Assieme a Padre Jens, nel monastero di Sulaymaniyah, c’e’ anche Padre Jaques Murad, colui che assieme a Padre Dall’Oglio, raccolse le pietre per ricostruire il monastero di Mar Musa, in quella gola delle montagne siriane, non lontane dal Libano.
“Ho trascorso piu’ anni con lui che con i miei genitori – racconta – la sua partenza dalla Siria per noi della comunita’ e’ stata come la perdita di un padre”. Padre Murad, nel 2015, e’ stato tenuto ostaggio dall’ISIS, una prigionia difficile e così immagina quella di Padre Paolo. Non si fa illusioni sa’ che forse Dall’Oglio e’ stato ucciso, ma come la famiglia vuole tenere viva la speranza.
Padre Jens ripone la valigia impolverata sullo scaffale. In terra, uno scatolone con dentro altri oggetti del gesuita. La polvere ha imbiancato il bagaglio che pero’ e’ lì, in attesa, simbolo di speranza.


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