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Da Scampia a Chiaia, i bambini e la città

 

Da Scampia a Chiaia, i bambini e la città. 110 scatti con un insolito obiettivo: cogliere attraverso lo sguardo delle donne la capacità dei bambini di reinventare la realtà. Questa è “CucùTeté! Come appare e scompare la città negli occhi di un bambino”, una mostra (frutto di un concorso internazionale, realizzato a Scampia, per la direzione artistica e l’ideazione di Désirée Klain), che sarà presentata alla scuola De Amicis oggi alle 13.15 in una riedizione, curata dall’insegnante Giulia Nardone e, fortemente voluta, dalla preside Adelia Pelosi.

Nelle foto il rapporto dell’infanzia con la propria metropoli, il viverla e misurarla, evidenziandone limiti e risorse, ma soprattutto, la capacità di ridefinirne spazi e confini attraverso il gioco. 38 fotografe italiane e straniere, hanno raccontato questi piccoli “eroi” delle battaglie quotidiane, che grazie alla loro fantasia riescono a sopravvivere nelle giungle-city create dai “grandi”. Presentata per la prima volta nel 2010 a Scampia, quartiere della periferia Nord di Napoli, dopo sette anni l’esposizione, in questa nuova veste, arriva nella popolosa scuola materna.
L’associazione “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria”, organizzatrice dell’evento con Articolo21, che ha donato alla scuola gli scatti,  è impegnata da tempo nel creare a Scampia un contenitore capace di accogliere tutte quelle emergenze creative che provengono dalla periferia, attraverso l’omonimo festival cinematografico.

Nel corso del vernissage,  sarà proiettata una videoinstallazione del lavoro delle giovani fotografe, curata dal regista Vincenzo Maria Saggese, con la voce narrante dell’attrice Gioia Spaziani.

Pochi giorni fa si è anche concluso “Non si imbavaglia la Legalità”, un progetto ideato e realizzato sempre dalla Klain (e con l’apporto di Articolo21), alla fine del quale, i  bambini delle quinte elementari della scuola De Amicis, in collaborazione con professionisti del ramo (Antonio Sasso, direttore del “Roma”, Ottavio Lucarelli, presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Enzo La Penna dell’Ansa, il fotorepoter Stefano Renna, lo scrittore Domenico Basile), hanno redatto un vero e proprio giornalino.  Il laboratorio rientra nell’ambito del festival internazionale di giornalismo “Imbavagliati”: a settembre le lezioni sono  iniziate con una gita al Museo Pan, dove i piccoli alunni hanno visitato  la mostra “Ri-scatti” su Giancarlo Siani, con una spiegazione sull’importanza simbolica della Mehari, dove il giovane giornalista napoletano fu ucciso dalla camorra. Durante le cinquanta ore di lezione si è voluto cercare di interessare gli aspiranti redattori alla fascinazione del bene, attraverso storie ed esempi di vera legalità e a capire l’importanza della libertà di stampa. Molti gli articoli su Siani ed il Gridas di Scampia.

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