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Combattere l’omofobia

 
Oggi è la Giornata mondiale contro l’omofobia. Nonostante la presenza di numerose ong, in Italia i giovani (e anche i meno giovani) omosessuali sono soli. Li si getta in pasto ai media quando un caso eclatante serve ad ottenere visibilità, mentre ai casi “comuni” è riservata indifferenza. Durante la nostra lunga esperienza nella difesa dei loro diritti, abbiamo potuto contare sulla cooperazione di privati cittadini (difensori dei diritti umani), mentre il mondo delle ong vive spesso un’insana competizione e rivela in quei casi di non avere finalità umanitarie.
Ai giovani porto l’esempio di Patrick, difensore dei diritti umani ugandese, che con le proprie forze e senza alcun supporto ha dato speranza a tante persone Lgbt. E per tanti profughi, fuggiti da paesi che perseguitano gay e lesbiche, ha ottenuto asilo o protezione umanitaria con azioni umanitarie mirate (spesso in sinergia con EveryOne Group: altro manipolo di “pazzi” che credono nel lavoro disinteressato per un progetto di civiltà).
“Insieme per un mondo migliore”: è la formula di saluto con cui Patrick e io concludiamo i nostri scambi di mail e messaggi. Ed è la formula con cui nella Giornata mondiale contro l’omofobia saluto i difensori dei diritti umani che si battono davvero contro una delle forme più odiose di discriminazione.
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