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Italia/ Reporter Senza Mestiere

 

Da sempre Reporter Senza Frontiere formula il criterio per “Libertà d’Informazione” con scrupolosi parametri, dovizia di pesi e misure che applica scientemente per 180 Paesi, dal migliore al peggiore. Dunque RSF è attendibile.  L’Italia per il 2017 si piazza al 52esimo posto, 25 salti in su dal 77esimo dell’anno scorso. Nel  promiscuo carrozzone tra media, politici, avatar e neologismi schizofrenici, c’è chi esulta e chi insulta.

Chi ha veramente a cuore il sacro diritto di libertà di stampa anche quest’anno prova un po’ di pena e vergogna. Eh sì perché il primo parametro che dovrebbe allarmare è la risposta alla domanda: come si piazza il nostro Paese rispetto ai suoi omologhi per condizioni di vita in stato di diritto, di benessere e pil? Al 52esimo, appunto. In grafica lo troviamo nella fascia arancione, come il Brasile, che significa: in stato di evidenti problemi. Oltre al top in fascia bianca nordeuropea (pochi ma buoni) si estende la gialla (piuttosto buona) di Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Canada Stati Uniti, Australia, fascia cui noi dovremmo appartenere per sentirci (essere), in quanto stato di diritto, liberi nell’informare e informarci, almeno secondo “norma” da fascia gialla. Migliori rispetto all’Italia invece troviamo: Giamaica(8) Estonia(12) Namibia(24) Cile(33) Belize(41) Burkina Faso(42) Botswana(48) Argentina(50).

Però Haiti è il primo subito dopo noi. C’è di che compiacersi.

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