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L’imminente ristagno

 

Il cinquantesimo rapporto del Censis che ieri è stato presentato nella capitale mette subito in luce che se, nella penisola, non ci fossero gli stranieri, vivrebbero oltre 2,5 milioni di minori e under 35 in meno di quanto ci sono oggi. Senza “politiche di sviluppo e di disincentivo della fuga altrove” andiamo a grande velocità verso una situazione di ristagno.”

Nel 2015 gli italiani che si sono trasferiti all’estero sono stati 102.159 ; una cifra che è raddoppiata negli ultimi quattro anni e che ha avuto una crescita del 15,1% soltanto nell’ultimo anno.

In Italia sono in condizioni di “deprivazione materiale grave”  6,9 milioni di persone e sono 2,6 milioni in più rispetto al 2010. Quelle in severa deprivazione abitativa sono 826mila (+0,4% rispetto al 2004). Le famiglie in deprivazione abitativa sono 7,1 milioni (+1,7% rispetto a dieci anni prima). Circa il 20,% ha problemi di umidità in casa, il 16,5% di sovraffollamento e il 13,2% di danni fisici alla casa in cui vive. Le famiglie che hanno difficoltà ad acquistare beni durevoli sono 2,5 milioni nel 2015 e di queste 775mila sono in gravi condizioni di deprivazione. Le famiglie in povertà alimentare sono oltre 2 milioni nl 2014. E i minori in povertà relativa nel 2015 sono oltre 2 milioni, il 20,2% del totale.

Secondo un’indagine del Censis, l’87,7% degli italiani pensa che il nostro Paese sia afflitto dalla scarsa natalità. Per l ‘83,2% la crisi economica ha reso più difficile la scelta delle spese da fare. ll  problema riguarda gli interventi di sostegno per i genitori anziani e per i figli. “Il 60% abbondante degli italiani è convinto che se migliorassero gli interventi pubblici su vari fronti, la scelta di avere un figlio sarebbe più facile.”

Secondo il Censis il 76% delle coppie pensa che le coppie in Italia siano svantaggiate rispetto agli altri paesi europei e il 79,5% pensa che non in tutte le regioni italiane sia assicurato lo stesso livello di qualità nei trattamenti così come la gratuità dell’accesso alle cure(74,3%).

Nell’ultimo anno l’allarme demografico ha raggiunto il suo apice: diminuisce la popolazione (nel 2015 le nascite sono state 485.780 il minimo storico dall’Unità ad oggi) la fecondità si è ridotta a 1,35 figli per donna,gli anziani rappresentano il 22% della popolazione e i minori sono il 16,5%). Senza giovani e senza bambini-sottolinea il Censis- il nostro viene percepito come un Paese senza futuro.”

Ne è prova il boom delle cancellazioni dall’anagrafe di italiani trasferiti all’estero. In un paese in cui la piramide si è rovesciata gli stranieri rappresentano un importante serbatoio di energie. Proprio grazie a loro la popolazione italiana è aumentata del 6,5% raggiungendo gli attuali 60 milioni e 666mila abitanti della penisola. Ma, in conclusione,  sostiene il Censis che “se non affrontato da politiche di sviluppo e di disincentivo della fuga altrove, potrebbe determinarsi in Italia una situazione di ristagno per il nostro Paese.”

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