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Roma Point Break non esiste più

 

L’8 luglio del 2009 nasce a Roma Point Break, in via Fortebraccio, nei pressi dell’isola pedonale dell’ondivago quartiere del Pigneto. Ondivago, perché da zona a rischio diventa zona di movida, poi il rischio si fa realtà ma contemporaneamente quei vicoli s’inventano l’ambizione di attirare artisti e buongustai, per ripiombare nuovamente in una terra di nessuno che spaventa i benpensanti. Ondivago, perché quei giorni di 7 anni or sono erano i giorni del movimento studentesco dell’Onda. Un centinaio di universitari della Sapienza del progetto Crew in Onda occuparono un edificio per farne uno spazio abitativo per studenti. Divenne uno dei primi studentati occupati d’Italia, un fenomeno che accomunò tutte le principali città, in particolare Torino, Parma, Bologna, Napoli, Palermo, Pisa.

Una palazzina di tre piani con un cortiletto interno, di proprietà privata, vuota e in stato di abbandono fin dai primi Anni Ottanta, divenne così una casa per studenti e precari. “Point Break è la riappropriazione di uno spazio per farne una sperimentazione nuova – è la dichiarazione d’intenti dei residenti nello studentato – il tentativo di costruire welfare a partire dal basso, mettendo in campo produzione comune di risorse, immaginazione, intelligenza”. Sta di fatto che in 7 anni l’edificio occupato ha cambiato faccia. “Cadeva a pezzi – ricordano – lo abbiamo rifatto stanza dopo stanza. Centinaia di persone sono passate da qui, provenienti da tutta Europa”. Nello squallido cortiletto crescono i pomodori e i fiori di lavanda tengono lontane le zanzare. Le stanze sono articolate su tre piani e arredate come tutte le stanze dei giovani di oggi che non passano il loro tempo nei centri commerciali: manifesti, bandiere e via dicendo. “Abbiamo riqualificato uno spazio che appartiene a quell’immenso patrimonio immobiliare lasciato in disuso nella città, rendendolo uno spazio abitabile”, rivendicano.

Dalle 7.30 di giovedì 21 luglio 2016, Point break non esiste più. Con un ingente spiegamento di forze dell’ordine, l’edificio di via Fortebraccio 30 a Roma è stato sgomberato. Carabinieri e polizia hanno delimitato l’area con blindati e un cordone di militari, mentre alcuni vigili urbani si sono limitati a osservare. Abitanti abusivi dello studentato, attivisti e simpartizzanti del quartiere hanno protestato nel piazzale davanti alla palazzina, all’incrocio con via Bartolomeo d’Alviano. E’ immediatamente partito il tam-tam sui social network e una delegazione di loro si è subito recata presso la sede del V municipio, ma il presidente ha assicurato di non essere stato messo a conoscenza dello sgombero. Bilancio dell’operazione: un giovane è in stato di fermo perché trovato in possesso di marjuana, nove fra ragazze e ragazzi sono stati accompagnati in questura e identificati, una ventina di persone, nel pomeriggio, è stata autorizzata a raccogliere le proprie cose e ora dovranno trovarsi un’altra casa.

“E’ stato uno sgombero a orologeria – è quanto sostiene chi ancora nel tardo pomeriggio sostava in via Fortebraccio – che avviene all’indomani dell’assemblea di piazza dei Sanniti, alla quale era presente l’assessore all’Urbanistica e Infrastrutture Paolo Berdini, delegato dalla Giunta Raggi appena insediata”. La manifestazione infatti si inserisce nel percorso denominato “Decide Roma”, che si oppone alla svendita del patrimonio pubblico e allo sgombero violento delle centinaia di realtà sociali e associative della Capitale. “Un grande esercizio di democrazia dal basso e di partecipazione cittadina – sottolineano studenti e attivisti di Point Break – nel quale si è avviato un confronto con la nuova Amministrazione verso il riconoscimento dei Beni Comuni Urbani”.

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