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India, ucciso un altro giornalista. Si occupava di politica locale e criminalità

 

Stato di Bihar, India. Il 13 maggio Rajdeo Ranjan, responsabile della redazione locale di Siwar del quotidiano “Hindustan”, viene assassinato da sconosciuti a meno di un chilometro di distanza dalla stazione di polizia della città. Due colpi di pistola, alla fronte e alla nuca. Ranjan si occupava di politica locale e criminalità e dei collegamenti tra l’una e l’altra. Aveva ricevuto minacce di morte dopo essersi occupato del caso di un ex parlamentare condannato all’ergastolo per omicidio.

L’India è un paese sempre più pericoloso per i giornalisti. Secondo Reporter senza frontiere, nel 2015 i giornalisti uccisi erano stati cinque. Ranjan è stato il secondo giornalista assassinato dall’inizio del 2016. A febbraio Karun Mishra, giornalista del “Jansandesh Times” era stato colpito a morte da uno sconosciuto a bordo di una motocicletta a Sultanpur, nello stato di Uttar Pradesh. Secondo la polizia locale, aveva pagato con la vita per essersi occupato di attività minerarie illegali.

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