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Fratellastri d’Italia 

 

Correva l’anno 1974 d.C. L’Eurofestival d’aprile, vinto dagli Abba poi diventati icona pop mondiale, premia al secondo posto l’italiana Gigliola Cinquetti con il brano “Sì” che primeggiò in tutte le classifiche internazionali, eccezion fatta per l’Italia all’oscuro del tutto, siccome che in  quell’anno si votava al referendum il sì o il no per approvare la legge sul divorzio. Da qui il provvedimento dell’istituzionale Rai che censurò il festival in diretta per trasmetterlo a maggio, post referendum, al fine di non condizionare con quel “Sì” il voto sulla scheda referendaria.

Ma come stavamo messi (solo) 42 anni fa?! Stavamo messi con leggi che imponevano direttamente e indirettamente: la dote che la famiglia della sposa doveva conferire allo sposo/il matrimonio riparatore/ l’aborto con i ferri da calza praticato dalle mammane e soprattutto il delitto d’onore  praticamente impunito che, per chi non lo sapesse, è stato abrogato con L.442  il 5 settembre 1981. Ma come stavamo messi (solo) 35 anni fa?!

In compenso l’incesto (art.564 c.p.) ancora adesso nel 2016 non è reato né illecito, purché commesso in modo che non ne derivi pubblico scandalo. Popolo di santi… E oggi che da Eurofestival siamo progrediti in Europarlamento, quanto all’estensione del diritto di famiglia alle coppie omosessuali già ampiamente consolidata nel resto d’Europa, stiamo ancora messi come ventenni fa. Non sappiamo (escludendo San Pio, San Remo e Santanché)  a che santo votarci, ma soprattutto che stinco di laico votare.

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