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Mani al collo e telecamera distrutta. Violenta aggressione a un giornalista di Report. Art.21: “un fatto grave da non sottovalutare”

 
“L’amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri (concessionaria di Agusta Westland) Andrea Pardi ha rotto la telecamera di Giorgio Mottola un giornalista di Report (Rai3), lo ha trascinato dentro l’ufficio e lo ha immobilizzato stringendolo al collo con un braccio”. Lo rivela una nota del programma condotto da Milena Gabanelli.

Il fatto:
 il giornalista si trovava all’esterno della palazzina, e ha avvicinato il manager per chiedergli un’intervista. Il Pardi non gli ha nemmeno lasciato il tempo di porre la domanda, che lo ha immediatamente aggredito con lo scopo di distruggere la telecamera e contemporaneamente lo ha spinto dentro la palazzina proseguendo l’aggressione in presenza di una decina di impiegati; nonostante le urla del giornalista però nessuno è intervenuto. Solo quando il Pardi si è impossessato della telecamera ha liberato il giornalista, che una volta uscito ha chiamato la polizia. Con l’intervento delle forze dell’ordine il giornalista è rientrato in possesso della telecamera, completamente inagibile, ma recuperando la scheda con la registrazione del filmato. Questa è la raccapricciante testimonianza dell’accaduto. Un fatto di grave e inspiegabile violenza ai danni di un giornalista che stava facendo solo il suo mestiere”.
“L’aggressione violenta al giornalista di Report Giorgio Mottola è un fatto gravissimo che non può essere trascurato o sottavalutato”. Lo affermano in una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “E non è purtroppo un caso che a subire aggressioni e intimidazioni sono sempre quei cronisti e quelle trasmissioni, come “Report” di Milena Gabanelli che, in nome della libertà di espressione e della verità cercano di illuminare le tante oscurità, politiche, economiche, sociali… che circondano la nostra quotidianità. Per questo oltre ad esprimere la nostra totale solidarietà ci auguriamo che tutti i media diano l’adeguato spazio al deplorevole episodio di cui è stata vittima una delle migliori trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo”.

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