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Marmellata con frutta a chilometri zero che sarebbe stata scartata: l’innovativo progetto di “Saving Fruit”

 

Chi di voi sceglierebbe una mela ammaccata? O una pesca molto più piccola delle altre? Pochi, ammettiamolo, nonostante questa sia una raccomandazione della campagna “Think. Eat. Save” contro lo spreco alimentare sostenuta, fra l’altro, dall’ONUe dalla FAO.

La scelta dei consumatori di comprare solo prodotti che corrispondano ad un certo standard ha delle ricadute immediate sulle scelte dei coltivatori che scartano la frutta “imperfetta”. Ma perché non utilizzarla in altro modo, per realizzare un prodotto dove la sua forma non si vede? Che so, una marmellata?
Da qui parte l’idea di “Saving Fruit”, un progetto nato dalla cooperativa “Meridies”, partito grazie al bando della regione Puglia del novembre 2013 ed entrato nell’iniziativa “Principi Attivi”, promossa dall’assessore con delega alle politiche giovanili, trasparenza, legalità, cittadinanza sociale, sport per tutti e Protezione Civile, Guglielmo Minervini.
Il progetto “Saving Fruit” ha come partner due aziende che forniscono la materia prima, quella frutta e quella verdura che non rispondono agli standard e dunque non possono raggiungere la filiera tradizionale perché rimarrebbero invendute. La scelta dei tre giovani  autori del progetto è di realizzare prodotti a chilometro zero che mantengano un forte contatto con il territorio; ecco dunque la scelta di fare marmellate e conserve come quella di zucca o la confettura di fichi e cipolle extra di Acquaviva. Oltre al recupero della frutta, c’è anche un lavoro di formazione: infatti, è stato compreso nel progetto un corso di 20 ore su come si realizzano confetture artigianali. La sfida grossa è stare sul mercato: per ora i prodotti vengono commercializzati grazie ad una rete di bed & breakfast, piccoli punti vendita di eccellenza enogastronomica e, soprattutto, sagre all’insegna dell’enogastronomia.
C’è ancora tanto da fare e da costruire, ma di sicuro con Expo si potrebbe valorizzare il lavoro di questi ragazzi che preservano la frutta della loro regione, ne fanno un riutilizzo intelligente e producono confetture e conserve che mantengono vive le tradizioni della loro Puglia. Per andare oltre una globalizzazione dell’agroalimentare e valorizzare lo specifico di ogni territorio, recuperando tradizioni e alimenti che altrimenti rischierebbero di andare sprecati. Per un Meridione che si rilancia a partire dal suo specifico, con una cooperativa che si chiama “Meridies” proprio ad evocarne le peculiarità e il legame con le tradizioni e la cultura del sud Italia, e che qui recupera, invece di sprecare, come troppe volte accade nel nostro paese, i suoi frutti migliori.

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