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Federico Orlando, un giornalista a tutto tondo, un liberale autentico, militante dell’articolo 21 che vive nelle idee e nella testimonianza di libertà

 

Le ultime telefonate, ancora pochi giorni fa, erano di preoccupazione per come vanno le cose nel sistema dell’informazione, per le nuove criticità che mettono in discussione ancoraggi etici che dovrebbero essere permanenti per la professione, mentre crescono ,e incertezze sui posti di lavoro. Federico Orlando, sofferente per la malattia ha continuato a lottare e a proporsi nelle battaglie permanenti per la libertà, come se non sentisse la sofferenza fisica che pure lo spingeva a preoccuparsi per il “poi” della famiglia, della società, delle nostre istituzioni, del futuro del sistema dell’informazione. Una cura per le libertà civiche e del lavoro a tutto tondo.
La notizia della scomparsa di Federico Orlando provoca, anche per questo, ancora più dolore e commozione. L’ltalia perde un giornalista di grande competenza e alto senso della professione, un liberale autentico, un protagonista militante dell’Articolo 21 della Costituzione, un intellettuale e anche un politico cultore della missione morale e civile chiesta a chi opera in questi campi. Federico lascia una lezione importante, fatta di scritti, di discorsi, di testimonianze e opere che si trovano nei giornali in cui ha lavorato – dal Messaggero, al Giormale d’Italia, al Giornale di Montanelli (con il quale ha condiviso, anche da condirettore, tutte le scelte fino alla netta presa di distanza dal Cavalier Berlusconi) a Europa, ancora condirettore, all’Associazione Articolo 21 (fondatore con Beppe Giulietti), al Parlamento, dove ha sempre lottato per la libertà e il pluralismo dell’informazione, contro ogni bavaglio, e per contrastare il conflitto d’interessi. Un bagaglio culturale, civile e contagioso per molti, a cominciare dai figli, Edoardo e Alessandra, oggi stimati giornalisti, rispettivamente a Mediaset e alla Rai. Nei giorni scorsi, pensando ai cambiamenti che mettono in tumulto il modo autentico di fare informazione da parte dei colleghi veramente liberi, nelle appassionate telefonate appena ricordate, prendeva spunto proprio dalla condizione professionale dei figli per proporre acute analisi e avanzare proposte di nuovo impegno civile e professionale nei luoghi della rappresentanza, nuove occasioni di partecipazione e confronto democratico. La morte, penso, la sentisse come una compagnia nuova in arrivo, ma sapendo che essa non si sarebbe portata via le idee e la sua cura per la civiltà democratica, È così.

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