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Aldrovandi, un brivido alla schiena

 

Brutta cosa,terribile  mostrarsi e di fatto  essere  solidali  soltanto perchè si fa parte della medesima corporazione di mestiere ! Nel marzo 2013, dopo che gli agenti del sindacato di polizia   COISP avevano  fatto un sit-in sotto il suo ufficio della madre di Federico Aldrovandi, un ragazzo di diciotto anni barbaramente ucciso nel 2005  a colpi di randellate(dopo essere sta torturato) da quattro poliziotti in una strada di Ferrara. Quest’anno,al grande Hotel di Rimini,durante il congresso nazionale di un altro sindacato autonomo, Sap, presenti nelle prime file noti esponenti della destra berlusconiana come gli onorevoli Larussa, Comi e Gasparri, gli agenti Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani sono stati accolti da un lungo e sentito battimani per onorare la loro presenza.  E il presidente nazionale di quel sindacato,Gianni Tonelli-ha ricordato la madre del giovane morto, Patrizia Moretti( che al figlio ha dedicato un libro)- ha   detto di recente  su un canale  televisivo  locale, che se non fosse stata per una povera donna di buon cuore mio mio figlio sarebbe ancora là ,su quella strada dove è morto,a sbattere la testa contro i pali.Solo che mio figlio ha sbattuto la testa contro i pali.

Solo che mio figlio ha sbattuto la testa contro i manganelli.”E questo, ricorda ancora la madre di Federico, che i processi per la sua morte si sono conclusi con una sentenza che  ha qualificato gli autori di quell’omicidio come “autori di una violenza efferata.Il loro dovere dovrebbe essere non applaudire ma difendere la giustizia e la vita delle persone ,nella legalità ci sta la vita di tutti. Questi poliziotti con il loro gesto attentano alla vita di tutti.”  Sarebbe stato difficile rispondere meglio a quell’applauso che a me ha fatto correre un brivido lungo la schiena come espressione di un’assenza completa da parte di persone che hanno al centro del proprio compito quello di far rispettare la Costituzione e le leggi  e sono invece i primi a sostituirle con le violenze e l’arbitrio che non dovrebbero in nessun modo appartene re a un corpo di polizia dello Stato che giura sulla carta costituzionale ed è tenuto a porla al centro dei propri doveri istituzionali.

Ho letto che per fortuna sia il capo della polizia Alessandro Pansa,sia il presidente del Consiglio Renzi sia ancora il ministro dell’Interno Alfano sono immediatamente intervenuti criticamente su quell’applauso e a difesa di quanto ha stabilito la magistratura italiana sulla vicenda ma a loro vorrei dire al meno che, per esperienza personale di docente universitario, ho potuto più volte verificare negli ultimi anni che  le nuove generazioni sono del tutto digiune di conoscenza della Costituzione repubblicana, come dei suoi principi fondamentali, e che quindi non sono in grado di assumere posizioni e orientamenti adeguati al necessario. Se lo Stato non interverrà per dare ai giovani le basi di un’educazione democratica assiste remo spesso  a spettacoli come quello che si è presentato al congresso del SAP e alle conseguenze disastrose che una simile situazione avrà sull’immagine del Paese e su quelli che con essa vengono per le più varie ragioni a contatto.

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