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Altri guai per direttore “Panorama”: accusato di corruzione

 

Convocato da magistrati Napoli che lo accusano insieme a un redattore di aver pagato un cancelliere per avere in anticipo carte su Lavitola

Il direttore del settimanale “Panorama”, Giorgio Mulé, ha problemi più seri delle due distinte condanne a otto mesi di reclusione per omesso controllo comminategli in primo grado, a distanza di tre mesi l’una dall’altra, nei confronti di due magistrati. Come ha riferito lui stesso nell’editoriale dell’8 luglio 2013, è anche accusato di “corruzione”, insieme al giornalista del suo settimanale Giacomo Amadori, e proprio oggi 12 luglio è stato convocato in Procura a Napoli.

Di cosa si tratta? Secondo “il Fatto Quotidiano”, i sostituti procuratori di Napoli Vincenzo Piscitelli, John Woodcook e Francesco Curcio, che conducono l’inchiesta per cui è stato arerstato l’ex direttore de “l’Avanti!” Valter Lavitola, lo accusano di «aver consegnato somme di denaro e/o altre utilità di carattere economico in corso di precisa determinazione» a due persone affinché gli rivelassero atti dell’indagine giudiziaria su Lavitola, Gianpiero Tarantini e la moglie di quest’ultimo, accusati di aver tentato un’estersione ai danni di Silvio Berlusconi.

Per lo stesso reato di corruzione sono stati iscritti nel registro degli indagati un avvocato e il cancelliere del gip. Quest’ultimo è accusato di aver consegnato ai giornalisti di “Panorama”, prima ancora che fosse emessa, l’ordinanza che ha bloccato Lavitola. I fatti risalgono ad agosto 2011. La consocenza dell’ordinanza consentì a “Panorama” uno scoop, dopo il quale Lavitola, che si trovava nascosto a Sofia, contattò Berlusconi per avere rassicurazioni.

Mulé ha già negato ogni addebito e anche di conoscere il legale e il cancelliere indagati insieme a lui.

OSSIGENO

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