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Una vittoria per il giornalismo di inchiesta

Francia, un piccolo sito smaschera un ministro e lo costringe alle dimissioni.
Una vittoria per il giornalismo di inchiesta

 

Un ministro accusato di illeciti finanziari da un ‘inchiesta giornalistica.Prima si difende, nega ,contrattacca. Dopo qualche mese si arrende: e’ vero, ho sbagliato. E’ in sintesi la storia di Jerome Cahuzac (nella foto), ministro del governo socialista francese. Il suo cavallo di battaglia era la lotta all’evasione fiscale. Peccato che il sito di informazione Mediapart, mesi fa abbia incrinato la sua immagine di cavaliere senza macchia. L’ accusa: tenere nascosti su un conto svizzero 600 mila euro. Menzogna, calunnia rispondeva sdegnato il ministro. La magistratura apriva le indagini e ieri il colpo di scena: davanti ai giudici l’ex ministro (si era dimesso all’apertura del’inchiesta) crolla: ho sbagliato tutto, sono devastato, ammetto di possedere un conto all’estero. Chiedo scusa al Presidente, al governo, al parlamento ai francesi. Gelido il presidente Hollande :errore imperdonabile, un politico deve avere trasparenza e onesta’. La polemica politica esplode violenta: potevano presidente e governo non sapere? Ma non e’ questo il punto interessante. I dati rilevanti sono altri. Un’inchiesta realizzata non da un grande giornale ma da un sito giovane (5 anni di vita) sotto lo sguardo scettico dei colleghi e le critiche feroci di molti politici (non tutti in realtà). Il ruolo di verifica scrupolosa della magistratura. La confessione totale dell’ex ministro che chiede scusa. Onesta, tenacia, scrupolo. Valori condivisi in una democrazia matura. Quella francese.

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