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Anche il M5S deve attenersi all’art.49

 

Al Movimento 5S, per la sua novità, è lecito chiedere credenziali di democrazia. Non a tutti i partiti il nostro ordinamento riconosce la tutela costituzionale. C’è una norma, in proposito, che viene spesso dimenticata, mentre invece ha importanza fondamentale per il funzionamento del sistema democratico. Si tratta dell’art. 49 della Costituzione secondo cui “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Le parole “con metodo democratico” non stanno soltanto a significare che i partiti devono ottenere, per affermarsi, il voto dei cittadini. La conta dei voti, è l’ultima fase del confronto. Essa non è sufficiente ad assicurare il corretto funzionamento delle istituzioni. E’ necessario infatti che la convocazione dei comizi elettorali sia preceduta e seguita da un leale confronto di idee. Confrontarsi significa anzitutto incontrarsi per dialogare ovvero per ascoltare gli argomenti degli altri e proporre i propri.
Il dialogo è normalmente finalizzato al raggiungimento di un accordo. Ove questo obiettivo non sia conseguito resta il ricorso al voto. Al dovere di confrontarsi con gli altri partiti, secondo il metodo democratico, sembra che Grillo intenda sottrarsi affermando che il suo movimento, come si legge nello Statuto è un “non partito”. Ma si tratta evidentemente di un gioco di parole che non elude la realtà sostanziale.

Per conformarsi al modello costituzionale anche il meccanismo di formazione delle decisioni e di elezioni delle cariche, dovrà rispettare, nel Movimento 55, il metodo democratico. I parlamentari del Movimento 5S hanno il diritto-dovere di confrontarsi, anche mediante loro rappresentanze, con i partiti preesistenti, trattandosi di verificare se sussistano i presupposti per un accordo anche parziale, su un comune orientamento in ordine alla soluzione dei problemi del Paese.
Rifiutare aprioristicamente il confronto significa sottrarsi a un diritto-dovere previsto dalla Costituzione. I cittadini hanno diritto di sapere perché siano eventualmente chiamati a votare. Sul fondamentale rapporto fra parlamentari ed elettori Grillo si è espresso quando ha dichiarato di non concordare su quanto previsto dall’art. 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” Questo dissenso può essere rivelatore di una concezione autoritaria in quanto l’assoluta autonomia del parlamentare è un elementare garanzia di democrazia.

Un altro elemento di preoccupazione per il comportamento di Grillo è costituito dal rifiuto di un normale rapporto con i giornalisti. Essi hanno infatti il compito di assicurare l’attuazione in concreto dell’art. 1 della Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Il popolo, se non è compiutamente informato, ha detto la Suprema Corte di Cassazione, non è in grado di esercitare adeguatamente la sua sovranità.

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