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San Giuseppe Vesuviano, emergenza democratica

 

Domenica 28 e lunedì’ 29 ottobre, con eventuale turno di ballottaggio nei giorni di domenica 11 e lunedì 12 novembre 2012, si terrà il turno straordinario delle elezioni amministrative per il rinnovo degli organi di governo dei comuni sciolti in conseguenza di fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso.
Sono interessati alle consultazioni i comuni di Gricignano di Aversa (CE), San Giuseppe Vesuviano (NA), Borgia (CZ), Condofuri e San Procopio (RC) e Nicotera (VV).                          
Tra questi il comune di San Giuseppe sarà il primo Ente locale a sperimentare la procedura informatica, cioè tutte le trasmissioni con il Ministero dell’Interno avverranno su canale sicuro attraverso appositi certificati informatici direttamente gestiti dal comune. Ma proprio qui a San Giuseppe, paese alle falde del Vesuvio regno del clan camorristico Fabbrocino-Alfieri, lo scontro politico è duro perché siamo in presenza di un comune sciolto per ben due volte per infiltrazioni camorristiche: la prima nel 1993, “perché significativi erano gli elementi comprovanti la convergenza di interessi tra organi elettivi dell’ente e criminalità organizzata” e la seconda, poi, nel 2009, scioglimento confermato dopo un ricorso presentato al Tar nel gennaio 2011. L’Amministrazione era guidata dall’allora sindaco Antonio Agostino Ambrosio che nel 1985, pochi mesi prima che venisse assassinato, querelò il giornalista Giancarlo Siani.

I primi nodi di questa competizione elettorale, però, sono giunti al pettine quando sono stati esclusi due candidati, in forza all’Udeur e a una lista civica, per aver ricevuto condanne penali definitive e per questo ritenuti incandidabili. Ma le criticità sangiuseppesi sono molto più gravi, e per questo sarebbe auspicabile un intervento del Ministero degli Interni perché basta analizzare gli elenchi dei candidati per comprendere che non siamo dinanzi a un’operazione democratica. Oltre ai due candidati depennati, nelle liste del centro destra sono presenti tutti gli assessori della maggioranza dell’amministrazione sciolta per infiltrazioni camorristiche, mentre il candidato sindaco Antonio Ambrosio ne era assessore al bilancio. Ma non è tutto, perché a concorrere con altri partiti vi è il referente politico dell’anziano reggente di zona del clan camorristico Alfieri, chi ha subito condanne per abusivismo edilizio e chi è oramai presente in tantissimi consigli di amministrazioni di diverse aziende, tra le quali alcune in odore di camorra. Cosa aspetta il Ministro Cancellieri a intervenire per ristabilire la democrazia in un paese ad alta densità camorristica?

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