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Premio Marco Rossi: il “lavoro” in tutte le declinazioni

 

Il lavoro in tutte le sue declinazioni  come fatica, identità, realizzazione, dignità; il lavoro a tempo indeterminato, in nero, in affitto, la precarietà e il non lavoro; il lavoro di cura, nelle sue molteplici implicazioni sulla vita individuale e sociale delle donne e degli uomini. Ma anche il lavoro in tempo di crisi con le testimonianze di uno dei lavoratori dell’Alcoa di Portovesme,  degli “esodati” che hanno scelto “volontariamente” di lasciare il proprio posto di lavoro per “far largo ai giovani”. E ancora le esperienze di “uomini e donne di comunicazione” e di giornalisti che hanno messo a confronto le proprie esperienze e che chiedono ai media locali e nazionali di tornare a fare “inchieste” e di “approfondire” le tante sfaccettature del lavoro in Italia. E le storie delle lotte di questi anni per difendere il lavoro in Italia, le battaglie per la difesa dell’Articolo 18 raccontate dai rappresentanti sindacali della CGIL.  Ma anche il ruolo fondamentale e crescente di Radio Articolo 1 nell’essere sempre più pungolo e cassa di risonanza dei temi del lavoro. Un filo rosso ha legato questi argomenti nella serata di premiazione della Terza edizione del Premio Marco Rossi destinato a programmi, servizi e documentari radiofonici dedicati al tema del lavoro. Più di trenta i “sonori” che hanno partecipato alla selezione confermando la crescente qualità nel trattare i temi e nella loro sonorizzazione: come solo la radio può e riesce a fare. Vincitori dell’edizione 2012 del Premio Marco Rossi sono Giuseppe Casu e Gianluca Stazi con il loro audio documentario “Abruxia”: un omaggio alla gente di miniera per ricordare il 20 maggio 1992. “Sono passati vent’anni e sembra storia di oggi. Una storia di lotte operaie, gallerie occupate, speranze deluse: quelle dei minatori della Sim (gruppo Eni) che, il 20 maggio del 1992, si barricano nella miniera di San Giovanni minando l’ingresso principale con l’esplosivo. Una protesta estrema dopo l’annuncio della società di Stato di chiudere i battenti. È il primo di 35 giorni di occupazione. Quando l’ENI sospende i licenziamenti, tutti tornano a casa, vittoriosi, ma è solo una tregua, qualche mese dopo lʼoccupazione riprende, dura 76 giorni e termina per lo sfinimento degli scioperanti: nessuno viene licenziato ma le miniere chiudono.”
Per la categoria A (Servizi d’informazione) la vincitrice è Benedetta Aledda (Spalatore di neve offresi)
Per la categoria B (Approfondimenti) si è aggiudicata il premio  Cinzia Franceschini (Terra)
Per la categoria C (Documentari, inchieste, reportages) il premio è stato assegnato a Marcello Anselmo (Gente di mare)
Tra le menzioni segnaliamo  Alessia Raponi (Parole in cuffia)  Magica Fossati e Marina Freri (Bye Bye Italy) e il documentario di Agnese Franceschini (Al lavoro) trasmesso dall’emittente tedesca Radio Colonia che da trent’anni dedica molte ore della propria programmazione ai nostri connazionali che vivono in Germania.
Un grazie alla giuria del Premio, a Radio Articolo 1, alla FNSI , alla CGIL e ai suoi dipartimenti e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di questa terza edizione.

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