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Rai, continua la mobilitazione

 

Ancora centinaia di lavoratori, con Cgil, Cisl e Snater, sotto la sede Rai di  Viale Mazzini a Roma. L’occasione è la riunione odierna (4 maggio) dell’assemblea degli azionisti  (Tesoro e Siae) per l’approvazione del bilancio, ufficialmente in pareggio, ma  a spese dei lavoratori senza contratto da cinque anni.
La tensione tra i lavoratori è forte, dopo la rottura dell’unità tra le sigle
sindacali, che si erano presentate unite in occasione dello sciopero di 8 ore
del 18 dicembre 2011. Sciopero indetto contro i tagli, decisi dal Cda, di
importanti settori produttivi (chiusura di Rai Corporation a New York -38
licenziamenti, di varie sedi Rai in Europa e nel mondo, chiusura di Rai
International in contemporanea con il lancio da parte di Mediaset dello stesso
servizio, e abbandono alla volontà del governo del destino di Rai Way, le torri
di trasmissione su tutto il territorio nazionale -garanzia essenziale per
assolvere al ruolo di servizio pubblico).

Lo sciopero di dicembre aveva avuto una fortissima adesione. Ma un colpo di
coda dell’azienda ha rotto questo fronte unitario, utilizzando la trattativa
per il rinnovo contrattuale e spingendo gruppi più o meno autonomi di
lavoratori ad apporre la propria firma sotto l’ipotesi aziendale di rinnovo al
ribasso del contratto.

Una mossa appoggiata da Uil e Libersind, quasi in posizione fiancheggiatrice
dell’azienda, rovesciando la naturale prassi sindacale ( 1) piattaforma, 2)
trattativa, 3) accordo, 4) referendum tra i lavoratori) e imponendo una anomala
procedura di richiesta plebiscitaria su scelte aziendali non contrattate.
Cgil, Cisl e Snater non hanno accettato il ricatto e tengono aperta la
mobilitazione e la lotta per un equo rinnovo del contratto, funzionale al
rilancio del servizio pubblico, con la salvaguardia di professionalità e
strutture produttive. Prossimo appuntamento, la raccolta di firme tra i
lavoratori per sfiduciare l’attuale CdA scaduto a marzo.

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