Più considerazione nell’opinione pubblica, una riflessione nella categoria e un richiamo a editori, Parlamento e Governo. ‘’In un contesto di grande trasformazione dei meccanismi che riguardano l’informazione abbiamo ritenuto di evidenziare l’importanza del ruolo del giornalista, del giornalismo in generale, soprattutto a fronte delle logiche di profitto e di convenienze che influenzano sempre di più il mondo della comunicazione’’. Così il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Carlo Bartoli, spiega a ‘’Prima’’ il lancio sui social di una intensa campagna di comunicazione istituzionale, di cui ieri su Primaonline abbiamo riportato nel dettaglio.
‘’La campagna – aggiunge è rivolta all’opinione pubblica per valutare appieno l’importanza della informazione professionale nello sviluppo della società al di là dei possibili errori, ma anche per stimolare una riflessione fra gli stessi giornalisti e chi li rappresenta sul valore della professione. Inoltre è stata pensata anche per cogliere l’attenzione del pubblico giovanile attraverso immagini e un taglio particolare dei post’’.
Bartoli non esclude poi nemmeno che la campagna possa essere considerata una provocazione verso gli editori, il governo e la politica in generale che dovrebbe fare di più, nel suo interesse, per sostenere l’attività e il prodotto giornalistico a fronte delle sfide dell’AI e della disinformazione. ‘’Sicuramente – rileva Bartoli – sono attori latitanti gli editori che non fanno innovazione, nonché il Parlamento e il Governo che continuano ad avere un approccio antiquato, e noi stessi che dovremmo far di più per sostenere e far rispettare la nostra credibilità’’.
Va riconosciuto all’Ordine una pronta e particolare attenzione verso l’innovazione tecnologica della professione e in particolare all’AI. Già due anni fa è stato introdotto nel codice deontologico l’art. 19 sul principio di responsabilità in capo al giornalista nell’uso dell’AI, nonché l’Osservatorio sul giornalismo digitale, mentre assistiamo a molta staticità fra gli editori.
‘’Purtroppo – aggiunge Bartoli – di fronte a una trasformazione forte e irregolare sul fronte tecnologico nelle aziende editoriali si risponde con molta staticità, anziché cogliere le possibilità di recuperare il terreno perduto e riallinearsi alla spirale del rinnovamento. Del resto sospetto nei recenti avvicendamenti nella proprietà di importanti gruppi editoriali che le logiche non siano cambiate nell’utilizzare i quotidiani per fini non editoriali. Mi aspetto di vedere alla prova dei fatti le dichiarazioni tenere alla qualità dell’informazione e la disponibilità di investire con competenza nell’innovazione.’’
Sulla Federazione editori e la Fnsi che non riescono a sbloccare il contratto vecchio di 11 anni e il governo non riesce a varare una nuova e attesa legge dell’editoria Bartoli conclude sottolineando che continuano a seguire vecchie logiche senza tener conto che il rinnovo del contratto e l’equo compenso sono fondamentali. ‘’Molti giovani – conclude – rinunciano alla carriera giornalistica e preferiscono altre professioni privando di validi protagonisti il settore dell’informazione che è un motore necessario allo sviluppo della società’’.
(Da https://www.primaonline.it/)
