Con Trump, entra in scena un altro strumento di analisi: la psico-politica. Le Cancellerie europee – oltre ai vari Consiglieri economici, diplomatici e di altri settori – si dovranno presto dotare di un Consigliere Psico-politico per capire come comportarsi con Trump, visibilmente affetto da turbe psichiatriche.
Le questioni sono già molte. Se il Soggetto pretende il Nobel, qual è il modo migliore per mitigare questa pretesa, senza che un diniego si trasformi in una pulsione per l’annessione di grandi isole? Se il Paziente mette su un Consiglio di Pace per giocare a fare l’Onu, è possibile rimandare l’adesione fino a farlo stancare del giocattolo, senza innervosirlo? Se il Grande Narcisista si sveglia con un dazio per capello, lo si deve gratificare elogiando la sua creatività per fargli sbollire il picco di adrenalina o è meglio contrastarlo con contro-dazi, in linea con la pedagogia dei no che fanno crescere? Il Consigliere Psico-politico avrà molto da fare. Ma ce ne vuole uno bravo.
