I segnali si erano già avuti da tempo, con quell’inglorioso ‘Romolo e Remolo’ affermato con un grande sorriso nella cornice tutta di plastica allestita a Pratica di Mare.
Poi, con un salto epocale che faceva sperare ad una stagione più colta, ci ha pensato l’allora Ministro della Cultura Sangiuliano a peggiorare la situazione con una tripletta ineguagliabile: la circumnavigazione del globo fatta da Cristoforo Colombo sulle mappe di Galileo Galilei (con il primo già morto da tempo quando il secondo nacque); Times Square spostata da New York a Londra; Dante Alighieri eletto a padre della destra italiana, con i resti mortali del padre della lingua che devono essersi rivoltati nella tomba.
Non bastando i segni palesi di inadeguatezza ad occupare il prestigioso incarico, per cacciarlo ci volle la torbida storia con la sua amata Boccia. A fare cosa? Ma ovviamente il corrispondente per la Rai da una delle sedi dell’arte e della cultura mondiali, Parigi.
La tortuosa costruzione di quella che si voleva diventasse l’egemonia culturale della destra, ha infine trovato nel sorprendente Giuli, il nuovo ministro della Cultura, che addirittura si è messo a polemizzare con quel Marcello Veneziani che, da destra, dimostrava di intendere l’egemonia culturale non come semplice egemonia di potere come nell’attuazione esercitata dai suoi compagni di schieramento.
Facendo finta di far riferimento a Gramsci, tanti diversi personaggi di destra hanno tradotto in egemonia del potere quel che doveva essere egemonia del sapere, quella che per i primi 40 anni, o poco più, della nostra Repubblica ottenne magnifici risultati con il diritto allo studio, una forte coscienza politica trasversale, una notevole sensibilità sociale.
Poi ci ha pensato il berlusconismo a scardinare tutto ed ora i suoi eredi credono di essere intoccabili e diventano esempi manifesti della concezione da basso impero che tollera corruzione, nepotismo, privilegi. E di mezzo sempre qualche bella donna, come è accaduto con Sangiuliano, Delmastro ora Piantedosi.
Comportamenti da impuniti. Ma non basta. La strada della demolizione dell’egemonia del sapere deve per forze passare attraverso ignobili operazioni di riscrittura della gloriosa storia che ha portato alla sconfitta del nazifascismo e alla nascita della Repubblica democratica.
Così accanto al rifiuto di unire la parola fascista a nazista per la strage delle Fosse Ardeatine, alla tolleranza verso tutte le inequivocabili manifestazioni nostalgiche fatte a braccia tese nel saluto romano e nell’urlare presente, alle tante riserve sulla festa del 25 Aprile, ecco un provvedimento che da solo dovrebbe creare allarme su dove sta andando lo Stato.
Le decine di parlamentari democratici che con il loro ostracismo impedirono ai fascisti di CasaPound e Forza Nuova di illustrare nei locali della Camera la loro proposta per la ‘Remigrazione’ dei tanti disgraziati che approdano disperati sulle nostre coste, sono stati sospesi, alcuni per 5 altri per 4 giorni, dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. Contemporaneamente il governo è compatto nella discesa in campo per tutelare l’ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusy Bartolazzi, per sottrarla al giudizio penale al quale dovrebbe essere sottoposta. In altre parole i comportamenti della Bartolazzi, a loro giudizio, sono stati determinati dalla volontà del Governo, da ubbidiente esecutrice d’ordini.
Ci vuole altro per spiegare perché per questa impresentabile maggioranza di destra-destra l’egemonia non ha alcun interesse di carattere culturale, ma costituisce solo ed esclusivamente affermazione di potere?
