Sono davvero felice che Erice abbia dedicato a Santo Della Volpe questo importante premio. All’inizio dell’attività dell’Osservatorio, attivo dal 1° gennaio 2008, contattai Santo e insieme abbiamo intrapreso un lungo percorso.
Dopo il primo anno di monitoraggio, mi accorsi che i dati dell’Osservatorio riportavano molti più morti sul lavoro rispetto a quelli dell’INAIL. Ne parlavo spesso con Santo: non riuscivamo a spiegarci le ragioni di una differenza che superava il 30%. Abbiamo indagato a lungo e alla fine ne abbiamo capito il motivo: l’INAIL non effettuava (e non effettua tuttora) un monitoraggio attivo di tutti i decessi, ma si limita a raccogliere le denunce che riceve dal territorio, diffondendo i dati ogni sei mesi e riguardanti esclusivamente i propri assicurati.
Abbiamo divulgato questa realtà per diversi anni. Santo, da grande giornalista qual era, si è occupato di queste tragedie fino alla fine. Pochi mesi prima di mancare venne a trovarmi a casa; fui contentissimo di vederlo, ma notai che era molto dimagrito. Non mi parlò della sua malattia e appresi della sua scomparsa solo qualche tempo dopo.
Santo ha lottato con determinazione su questo fronte. È anche grazie a lui se oggi l’INAIL ha dovuto ammettere che i propri dati non sono comprensivi di tutto il panorama lavorativo, ed è stata costretta a diffonderli mensilmente anziché ogni sei mesi o un anno. Tutto questo lo dobbiamo a questo grande uomo.
Grazie Santo, sei sempre nel mio cuore.
Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro
