È strano, presentato insistentemente come il primo papa americano, per dire statunitense, Robert Prevost non piú presentato così. Forse perché con lui parla l’altra America, non quella di Trump. Basta leggere il testo del suo intervento odierno sul Venezuela: “Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”.
Appare allora chiaro che Robert Prevost, a partire dalla sua richiesta di rispettare la sovranità del Paese, é il secondo papa americano: il primo é stato Jorge Mario Bergoglio, sudamericano, il secondo é Robert Prevost, sudamericano anche lui visto che é stato vescovo sudamericano, e di formazione e nascita figlio di quel cattolicesimo statunitense che ritrova con lui la sua voce. É strano, vista l’attenzione al Vaticano, che le parole del papa siano poco citate, sebbene abbastanza chiare.
