Auschwitz, Buchenwald, Bergen Belsen, Dachau, Flossenburg, Mauthausen, Natzweiler, Neugamme, Ravensbruck, Treblinka e la Risiera di San Sabba. Sono i nomi dei famigerati lager nazisti dove, nella seconda guerra mondiale, furono deportati 158 ronchesi. Di questi 75 non fecero più ritorno. Queste località della morte sono impresse sul monumento eretto, a Ronchi dei Legionari, dinnanzi al cimitero di via D’Annunzio. Sarà qui che, martedì 27, con una cerimonia in programma alle 15, amministrazione comunale, Aned ed Anpi ricorderanno la Giornata della memoria e le vittime della deportazione. A prendere la parola saranno il sindaco, Mauro Benvenuto, il presidente dell’Aned, Libero Tardivo e quella dell’Anpi, Marina Cuzzi. Nuove pietre d’inciampo, che si aggiungeranno alle 43 già oggi esistenti, saranno posizionate a maggio, in occasione delle cerimonie nel ricordo dei rastrellamenti compiuti in città. E proprio l’esperienza ronchese delle pietre sarà al centro di un’importante iniziativa che, venerdì 30, alle 11, avrà luogo nella sala Degan della biblioteca civica di Pordenone. Si tratta della presentazione del portale web dedicato. Una nuova collaborazione tra le due amministrazioni comunali, alla quale ha aderito anche l’Aned. Si tratta di un progetto web dinamico e “responsive”, quindi un sito che si adatta automaticamente e in modo fluido alle dimensioni dello schermo di qualsiasi dispositivo, ideato per raccontare e valorizzare le pietre d’inciampo presenti nei Comuni di Pordenone e Ronchi dei Legionari. Pordenone, a partire dal 2020, ha posato sul territorio cittadino 29 pietre d’inciampo, grazie al prezioso lavoro di studio e ricerca svolto dagli studenti del liceo Leopardi Majorana. A Ronchi dei Legionari, come detto, sono presenti 43 pietre, posate tra il 2019 e il 2025. La città è considerata uno degli epicentri della Resistenza italiana. “E’ nostro dovere ricordare – ha detto il sindaco, Mauro Benvenuto – ma il ricordo non deve essere fine a se stesso. E’ indispensabile far conoscere, divulgare e far partecipi le nuove generazioni. Solamente con la conoscenza e la consapevolezza possiamo immaginare di costruire un futuro migliore”. C’è una data, a Ronchi dei Legionari, che è ancora ben impressa nella memoria delle persone, sempre meno purtroppo, e che, ogni anno, viene ricordata in modo particolare. E’ quella del 24 maggio 1944. Coincide con l’inizio dei rastrellamenti che colpirono la città e che videro l’arresto di oltre un centinaio di persone, molte delle quali, dopo l’internamento nei campi di sterminio nazisti, non tornarono più a casa.
