Giornalismo sotto attacco in Italia

Scampia, GRIDAS rischia lo Sgombero

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L’associazione culturale Gridas – Gruppo risveglio dal sonno, di Scampia lancia un appello per evitare lo sgombero dallo storico centro sociale di Scampia di Via Monterosa.

A seguito di una sentenza della Corte d’Appello per occupazione senza titolo, in favore dell’Acer (ex Istituto Autonomo Case Popolari, ente afferente alla Regione Campania), presunto proprietario del bene, il Gridas rischia di essere cacciato via dopo quasi 45 anni di attivismo, volontariato, iniziative culturali e di solidarietà, arte murale, carnevali sociali al servizio degli ultimi della periferia nord di Napoli e non solo. Il Gridas ha sempre agito per il bene del territorio senza ricevere alcun finanziamento nè pubblico nè privato, e si è sempre attivato gratuitamente.

Il bene fu costruito tra gli anni 60 e 70 per essere destinato ad attività di centro sociale. Il Girdas, sottraendolo all’incuria e all’abbandono, lo ha mantenuto nella sua destinazione d’uso, tenendo aperte le sue porte al quartiere, pagandone le utenze e cercando soluzioni per regolarizzare la sua presenza nello spazio.

Già nel 2013 il Gridas vinse un processo penale con piena assoluzione per la sua opera gratuita al servizio della collettività.

A 2 mesi esatti dalla 44 edizione del Carnevale Sociale di Scampia che parte proprio dal centro sociale, a cui partecipano persone, bande musicali ed associazioni da tutta Italia, il Gridas lancia un appello per far sentire la propria voce e farla giungere al Presidente della Regione Campania Fico, al Sindaco di Napoli Manfredi e al Dirigente dell’Acer Lebro, affinché consentano al Gridas di continuare la propria opera culturale, sociale e artistica di riscatto e risveglio della periferia di Napoli, come sempre gratuitamente e per il bene del prossimo.

Tra i primi firmatari: Desirée Klain, Marisa Laurito, Maurizio de Giovanni, Roberto Saviano, Daniele Sanzone, Maurizio Capone, Carmine D’Aniello ‘o Rom, Patrizio Rispo, Massimo Mollo, Marzia Del Giudice, Trisha, Roberto Colella, Giuseppe Giulietti.

Di l’Appello pubblicato sulla piattaforma Change, al link

https://www.change.org/p/gridas-a-scampia-a-rischio-di-sgombero

La Corte d’Appello ha respinto il ricorso del GRIDAS contro la condanna per “occupazione senza titolo”.

Tradotto: chi ha restituito vita a un luogo abbandonato viene trattato come un problema. Chi ha prodotto cultura, relazione, cura, viene chiamato abusivo.

Lo storico centro sociale di Scampia è oggi a rischio sgombero.

Noi diciamo che non è una questione tecnica. È una scelta politica.

Ci rivolgiamo al mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Non come ornamento, ma come responsabilità.

A chi crea immaginari,
a chi dà voce ai territori che non hanno palco,
a chi sa che senza spazi liberi non esiste cultura ma solo consumo, vetrina, evento a tempo.

Chiediamo una presa di parola pubblica a sostegno del GRIDAS.

Difendere il GRIDAS significa difendere il diritto alla cultura come bene comune, la memoria viva dei territori, la possibilità concreta di trasformare l’abbandono in futuro, e la casa del Carnevale di Scampia.

Chiediamo al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi di assumersi una responsabilità politica immediata e di fermare questa sentenza mostro, che colpisce non solo un luogo, ma un’idea di città, di partecipazione, di cultura come bene comune.

Perché qui non è sotto attacco solo un luogo, ma un’idea di città fondata sulla partecipazione, sull’autogestione, sulla cultura come diritto e non come concessione.

Perché il GRIDAS non è un edificio. È una pratica viva. È memoria collettiva, conflitto, possibilità.

Le pareti del centro sociale sono impreziosite dai murales di Felice Pignataro, figura centrale della cultura popolare napoletana e riferimento nazionale per l’arte pubblica e l’impegno educativo nei territori.
A Felice è dedicata, con una proposta partita dal basso, la stazione “FELImetrò” della Linea 1 della metropolitana di Napoli (fermata Piscinola) e la sua opera è riconosciuta ufficialmente come bene comune immateriale della città di Napoli da una delibera comunale del febbraio 2018.

La sua arte murale, arte per il popolo, è conosciuta e apprezzata da tempo anche all’estero.

Invitiamo artiste e artisti, attrici e attori, musiciste e musicisti, scrittrici e scrittori, registe e registi, operatrici e operatori culturali,
attiviste e attivisti, cittadine e cittadini a:

– firmare questo appello
– realizzare brevi video di solidarietà al GRIDAS
– prendere parola pubblicamente, chiedendo il blocco della sentenza e una chiara assunzione di responsabilità politica da parte della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Non servono discorsi lunghi. Non servono comunicati prudenti.

Bastano pochi secondi. Basta una domanda:

“Cos’è per te il GRIDAS?”

Perché oggi non basta schierarsi. Bisogna esporsi. Metterci la voce. Metterci il corpo. Metterci la memoria.

Raccontare cos’è stato. Raccontare cos’è. Rivendicare cosa può ancora essere. E oggi il silenzio non è neutralità. È complicità.

Il GRIDAS non si tocca.
Il GRIDAS è della città di Napoli. Giù le mani dagli spazi sociali.

#IlGridasNonSiTocca

CONTATTI

gridas@felicepignataro.org


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