Chi sa perché quando Amnesty dedica i suoi rapporti alla Cina o al Venezuela, i media italiani non lesinano apprezzamenti e attenzione, ma quando Amnesty si occupa dell’Italia, salvo sempre più rare eccezioni, cala il silenzio?
Forse perché nella relazione appena uscita, l’Italia precipita sempre di più nelle graduatorie su libertà di informazione, accoglienza, diritti delle minoranze, pensiero critico.
Si tratta di un degrado continuo, rilevato anche dalle istituzioni europee che, tuttavia, non fanno seguire i fatti alle parole, vedi la recente relazione elaborata dalla commissione stato di diritto.
Naturalmente di questa relazione, a partire dalle considerazione di Amnesty sulla libertà di informazione non troverete traccia sui principali media e sui canali del Polo Raiset.
Una oscurità che conferma quanto scritto anche in questa relazione. Chi volesse saperne di più vada sul sito di Amnesty e corra ad iscriversi al più vicino comitato per il No al referendum per contrastare il piano Gelli sulla malagiustizia
