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Maison Godot, Ragusa. “Compagnia Godot” di Bisegna e Bonaccorso

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Maison Godot, Ragusa.

“Compagnia Godot” di Bisegna e Bonaccorso.

“Sports et Divertissement”, di Erik Satie.

Da un’idea del Maestro Pietro Cavalieri.

Al pianoforte il Maestro Pietro Cavalieri.

Costumi di Federica Bisegna.

Regia di Vittorio Bonaccorso.

Con Federica Bisegna, Vittorio Bonaccorso, Rossella Colucci, Benedetta D’Amato, Alessandra Lelii, Lorenzo Pluchino, Ginevra Cilia.

Il testo di Satie nasce come un ciclo di 21 pezzi per pianoforte, accompagnate da 20 vignette e un corale, con temi legati ad attività sportive e ricreative. Il tutto realizzato dal grande musicista francese, coevo di Ravel e Debussy, e sodale dei due nell’ ambito della corrente impressionista, alla vigilia del primo conflitto mondiale. La composizione mette insieme tre forme d’ arte, genialmente fuse, come la prosa, il disegno e la musica. Ogni quadro musicale è illustrato da opere di Charles Martin e accompagnato da scritti realizzati dallo stesso Satie, ed inseriti negli spartiti. In Italia è la prima volta che questo lavoro viene proposto, e nel metterlo in scena il regista Vittorio Bonaccorso, coadiuvato, nella parte musicale, dallo straordinario Maestro Pietro Cavalieri, ha esaltato il valore fortemente “eversivo” della pièce, facendo muovere gli interpreti, tutti eccezionali, all’ interno di una serie di pantomime, destinate a sostituire sul palcoscenico proprio i disegni di Satie. Ne viene fuori un inedito e geniale allestimento, che, riprendendo i modi tanto cari al teatro surrealista e dadaista, denuncia in modo efficace la folle “danza macabra” di una classe dominante, la borghesia, che si avvia al disastro della prima guerra mondiale, che segnerà tutto il secolo scorso, continuando a crogiolarsi nell’indifferenza e nella dissolutezza più assoluta. Come dire, una straordinaria metafora dei nostri tragici tempi, nei quali la maggioranza benestante dell’Occidente ignora l’abisso dentro il quale stiamo precipitando. Le pantomime che Bonaccorso mette in scena somigliano tanto, nelle maschere senza volto degli interpreti, e nei movimenti ambigui e paradossali da essi proposti, ai personaggi dei film muti del grande cineasta francese Louis Feuillade, da “Fantomas” a “Les Vampires” fino a “Judex”, tutte opere contemporanee a quelle di Satie. Le sequenze inquietanti di quelle pellicole disegnano una società priva di logica, in cui il mistero che avvolge ogni vicenda è il simbolo della difficoltà dell’uomo di sapersi adattare ad un mondo sempre più in balìa del non sense. Il ritmo frenetico ed irrazionale, con cui i personaggi sono fatti muovere sul palcoscenico, raccoglie questa eredità filmica, producendo una sensazione di straniamento che rende ancora più efficace il messaggio che sottende tutta l’opera di Satie. E la presenza in scena, impeccabile, ironica e sottolineatrice, tra una pantomima e l’altra, di Bisegna e Bonaccorso, sembra fungere da esilarante ed insieme tragica didascalia a beneficio di quanto lo spettatore andrà ad assistere. Insomma, uno spettacolo che conferma il valore assoluto di questa Compagnia, votata sempre di più al teatro di qualità, e per questo premiata, a scena aperta ed in chiusura, da interminabili applausi di ringraziamento del numeroso ed entusiasta pubblico della Maison Godot.


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