Giornalismo sotto attacco in Italia

Minacce al giornalista Paolo Berizzi, due condannati. Scrivevano sui social: “Ti strappo la lingua”

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I fatti risalgono al 2019, quando i due si erano scagliati contro l’inviato di Repubblica per alcuni suoi articoli e scritti riguardanti la morte e il funerale dell’ultrà varesino Davide “Dede” Belardinelli.

Dunque ancora una vittoria in tribunale per Paolo Berizzi, inviato di Repubblica, unico cronista in Europa costretto da anni a vivere sotto scorta per le minacce neofasciste e neonaziste ricevute per via del suo lavoro. Il giudice Davide Pozzi ha condannato Paolo Aimo, di Viareggio, e Samuele Mazzoleni, di Varese, rispettivamente a 10 mesi e 8 mesi (pena sospesa nel caso di Mazzoleni previo pagamento del danno) oltre al risarcimento dei danni alla parte civile e al pagamento delle spese legali.

Nel 2019 i due avevano attaccato via social Berizzi insultandolo e minacciandolo pesantemente. Le perquisizioni effettuate durante le indagini condotte dai carabinieri di Bergamo e dalla polizia postale, fra l’altro, avevano portato al sequestro di coltelli, mazze, bandiere con svastiche e croci celtiche.

Anche in occasione della lettura della sentenza del Tribunale di Bergamo i due imputati non erano in aula. Come ad ogni udienza, era presente invece Paolo Berizzi. «Odiare deve costare», il commento del giornalista riportato da Repubblica, che nel dare notizia della condanna ricorda come finora tutti i processi che vedono Berizzi parte offesa e parte civile si siano conclusi con la condanna degli imputati.


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