“Che succede dentro me”? Quando penso alla mia periferia, con le sue strade larghe, i vecchi, antichi, decadenti palazzi, che salutano inferociti le giovani, malandate vele e loro moderna inconcludenza, sento sempre, in sottofondo, una musica unica che mantiene in equilibrio la storia e il suo sperdimento. La mia colonna sonora ha la voce di Mario Musella, il sound degli Showmen: fu per questo che in un gennaio gelido del 2006, decisi di organizzare un concerto in onore di Musella, nella villa comunale di Scampia, per ricordare il cantante-simbolo di una generazione, prematuramente scomparso a 34 anni, nel 1979.
Durante l’evento, si festeggiarono anche i quarant’anni di carriera di James Senese. Fu una strana serata, non solo per il clima, con i musicisti che cercavano di riscaldare voce, mani, strumenti, ma per il popolo della periferia di allora, che si emozionava davvero per sentirsi celebrato in un evento dedicato al loro patrimonio artistico.
Tra premiazioni, interviste, canzoni, scaldarono l’anima, le note della mitica band Napoli Centrale, con le “ospitate” di Enzo Gragnaniello, Lino Vairetti e gli Osanna, Rino Zurzolo Group, l’allora emergente gruppo A’67 e la Mario Musella Blues Band. E ovviamente il cuore dello spettacolo fu l’esibizione di James Sense, che non si risparmiò in generosità artistica…
Andando avanti con il tempo, collaboro di nuovo con il grande sassofonista nel 2019, quando realizzo l’installazione sonora (da Caruso agli ‘A67) per la Fondazione Plart, presieduta da Maria Pia Incutti, per il progetto di riconversione urbana della metropolitana di Scampia, “Lo Scambiapassi”. La mia opera, con la consulenza del giornalista Giuliano Delli Paoli,completava l’imponente “Song ‘e mare” di Luciano Romano. Quattordici immagini in bianco e nero di musicisti e cantanti napoletani: Enrico Caruso, Pino Daniele (interpretati da due attori presi di spalle), Lina Sastri, Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Lino Vairetti, Enzo Gragnaniello, Raiz, Meg, Francesco Di Bella, Daniele Sanzone (‘A 67) e gli ‘o Rom. Scatti a figura intera, posti l’uno accanto all’altro, lungo la stessa linea d’orizzonte del mare, come maestosa cornice di un cammino suggestivo, percorribile mentre risuona la loro musica. E tra questi anche un intenso ritratto di Senese…
Senese chiese di far sentire a loop una traccia di “Dint’ ‘o core”, una rilettura napoletanizzata di “Manha de Carnaval” di Astrud Gilberto e Herb Otha, come omaggio personalissimo alla città.
L’ultimo ricordo di James è sul set fotografico ai Bagni Elena, serio durante gli scatti, ma divertito in una giornata di sole, per portare il mare anche a Scampia, nella “sua” periferia che non ha mai abbandonato
