22 luglio 2011: prima la bomba ad Oslo che fa otto morti ma è soltanto un diversivo, poi sull’isola di Utøya A.B. spara a sangue freddo a decine di giovani, ammazzandone 69.
La loro colpa? Essere giovani socialisti, lavorare per una Norvegia laica, plurale, libera, europea.
Questo fa il suprematismo bianco, da sempre, ovunque: razzismo di chi crede di valere di più e che la vita degli altri non conti niente.
A.B. non è un pazzo, non è una eccezione isolata, è la punta dell’iceberg di un movimento globale che giustifica la violenza, la segregazione, il genocidio (da Srebrenica a Gaza è lo stesso filo).
I sopravvissuti al massacro hanno detto ai funerali dei loro amici e compagni, amiche e compagne: “Noi non risponderemo all’odio con l’odio e noi vinceremo“.
La vittoria però tarda ad arrivare, troppe ambiguità in Europa ed in Italia, allora come oggi, la destra al Governo balbetta ed è in imbarazzo persino davanti alla memoria oltraggiata di Giacomo Matteotti.
Alla fogna suprematista opporremo sempre l’idea rivoluzionaria GLI UOMINI NASCONO TUTTI LIBERI ED UGUALI!
(Ho trovato questa foto dei funerali delle vittime di Utoya negli archivi di Fanpage che ringrazio per la costante e quotidiana resistenza civile. Nonostante tutto)
