Pablo González giornalista da due anni in carcere senza neanche sapere i capi d’accusa

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Il giornalista freelance spagnolo Pablo González è l’unico giornalista in carcere in uno Stato membro dell’Unione europea. Il 28 febbraio scorso infatti è stato un triste anniversario: due anni da quando è stato arrestato e tenuto in detenzione preventiva in Polonia, senza che siano state mai rese pubbliche le prove delle accuse a suo carico e senza che sia ad oggi previsto un processo. Un caso scandaloso di violazione dei diritti dell’individuo, denunciata più volte dalle Federazioni internazionale ed europea dei giornalisti (IFJ-EFJ), insieme ai loro affiliati spagnoli. Efj e Ifj  esortano ancora una volta le autorità polacche a rilasciarlo, in modo che possa difendersi in tribunale, e ad assicurargli un processo equo.

Il 15 febbraio 2024, invece, un tribunale polacco ha prorogato per l’ottava volta la detenzione preventiva di González, il che significa che trascorrerà fino ad altri tre mesi in carcere, accusato di essere “un agente dei servizi segreti russi”.

“In Polonia non esistono termini massimi di detenzione. La detenzione preventiva, anche per diversi anni, è comune nei casi più gravi. Se una persona viene dall’estero, la Corte spesso riconosce che c’è il timore di fuga, che è una delle ragioni dell’arresto”, ha dichiarato Bartosz Rogała all’IFJ un anno fa, quando era il difensore di González.

La moglie del giornalista, Oihana Goiriena, ha denunciato  in diverse occasioni le condizioni a cui il giornalista spagnolo è sottoposto in carcere. “Pablo è trattato come un prigioniero pericoloso, per cui ogni giorno trascorre 23 ore isolato nella sua cella e può uscire in cortile solo per un’ora”. Creata dalla sua famiglia e dai suoi amici, l’associazione #FreePabloGonzález ha criticato la mancanza di trasparenza e di informazioni intorno al carcere di Pablo.

Nelle prime ore del 28 febbraio 2022, González è stato arrestato da agenti del servizio segreto polacco (ABW) mentre seguiva la crisi umanitaria al confine polacco-ucraino in seguito all’invasione russa. Specializzato nel mondo post-sovietico, il giornalista collaborava regolarmente con il quotidiano spagnolo Público, con il canale televisivo La Sexta e con la pubblicazione basca Gara.

Dopo le elezioni parlamentari dell’ottobre 2023, la Polonia ha un nuovo governo i cui  piani per ripristinare lo stato di diritto sono stati accolti con favore dallUnione europea. IFJ e l’EFJ hanno fatto appello al nuovo esecutivo perché esamini il caso di González e faccia in modo che il sistema giudiziario polacco si decida a chiarire quali sarebbero le accuse nei suoi confronti,  se ce ne saranno, in modo che possa difendersi.

“È inaccettabile che uno Stato membro dell’Unione europea tenga in carcere un giornalista in modo così arbitrario. Non vengono violati soltanto i diritti fondamentali di Pablo González come cittadino e come giornalista, ma lo sono anche la libertà di stampa e il diritto del pubblico a sapere”, hanno ribadito IFJ e EFJ.

La Federazione europea e quella internazionale dei giornalisti hanno ricordato alla Polonia il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che recita “Ogni persona arrestata o detenuta (…) sarà portata tempestivamente davanti a un giudice (…) e avrà diritto a un processo entro un termine ragionevole o al rilascio in attesa del processo” .


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