Aggressione al giornalista Gervasutti, il mandante è un ex senatore leghista. Solidarietà da Sgv

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Un ex senatore leghista vicentino, Alberto Filippi, è accusato di essere il mandante dei cinque colpi di pistola che, nell’estate del 2018, furono esplosi contro l’abitazione del giornalista padovano Ario Gervasutti, ex direttore del Giornale di Vicenza, oggi capo redattore de Il Gazzettino. Un agguato per “punire” il giornalista per una serie di servizi pubblicati dal Giornale di Vicenza dal 2010 sul Cis, il Centro intermodale Servizi di Montebello, che sarebbe dovuto sorgere in funzione del cambio di destinazione d’uso di un’area di proprietà dell’ex senatore.
I pm della Direzione distrettuale antimafia di Venezia contestano l’articolo 416bis, cioè l’associazione di tipo mafioso. «L’atto intimidatorio al fine di agevolare l’attività del sodalizio mafioso, accrescendone la capacità operativa, economica e la forza di intimidazione funzionale ad assicurare le condizioni di vantaggio nel controllo del territorio da parte dell’organizzazione criminale».
«Sono allibito, sconcertato e incredulo — dice Gervasutti intervistato dal Corriere del Veneto — ma anche sollevato dal grande lavoro degli inquirenti». Filippi, insieme a Santino Mercurio, Domenico Mercurio e Stefano Vinerbini sono accusati anche di concorso in estorsione e danneggiamento a seguito di incendio, con l’aggravante mafiosa, per aver colpito alcuni beni della società «Toscolapi srl» di Castelfranco di Sotto (Pisa), allo scopo di risolvere una controversia economica con i titolari.
Sulla svolta dell’inchiesta è intervenuto anche il Sindacato Giornalisti veneto con una nota di solidarietà al collega.
“Ora come allora, era il 16 luglio 2018, piena solidarietà da parte del Sindacato giornalisti Veneto e dai vertici della Federazione nazionale della stampa al caporedattore de Il Gazzettino ed ex direttore de Il Giornale di Vicenza. – si legge documento – Lo scenario delineato dall’inchiesta confermerebbe un’inquietante e sconvolgente connivenza fra criminalità organizzata, imprenditoria e politica”.”La Fnsi è dalla parte di chi si batte per la libertà di stampa – affermano Alessandra Costante e Vittorio Di Trapani, segretaria generale e presidente della Fnsi – e lo fa quotidianamente nei territori. Questo episodio ribadisce quanto l’informazione locale sia sotto tiro e di conseguenza quanto sia importare nel suo presidiare i territori illuminando anche le periferie che tali non sono per la mafia. Saremo al fianco del collega Gervasutti nell’eventuale processo, così come siamo al fianco di tutti i giornalisti minacciati e ci costituiremo parte civile”.”Chi attacca un giornalista, attacca tutti i giornalisti – aggiunge la segretaria Sgv e componente della Giunta Fnsi, Monica Andolfatto – e in particolare anche tutti i cittadini che vengono colpiti nel loro diritto a essere informati in maniera libera e indipendente”.

Finalmente si intravedono mandanti ed esecutori delle minacce degli spari contro Ario Gervasutti,  le tracce portano ad un ex senatore leghista. Grazie agli inquirenti, che non hanno mollato la presa. Bene fa la Fnsi ad annunciare la costituzione di parte  civile al processo. Siamo di fronte ad una deriva che vede taluni politici usare metodi mafiosi per bloccare la libertà di informazione”, ha commentato Giuseppe Giulietti, coordinatore nazionale dei presidi di Articolo 21. 

(Ario Gervasutti nella tavola di Alekos Prete)


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