Riace. Sfregio al murales che ricorda Impastato. Usigrai e Laganà (cda Rai): ”Trasmettere la fiction dedicata a Mimmo Lucano”

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Forse qualcuno imbrattando il murales che ricorda Peppino Impastato ha voluto dare il via alla campagna elettorale a Riace. Ricordiamo che nel Comune della provincia di Reggio Calabria si voterà alla prima tornata utile dopo che il sindaco leghista Antonio Trifoli è stato dichiarato ineleggibile. Ricordiamo anche che il murales, realizzato questa estate, è stato creato proprio in risposta all’iniziativa del neo sindaco Trifoli che aveva voluto sostituire dalla cartellonistica di benvenuto, ad inizio mandato, quello che ricordava “Radio Out” . Evidentemente chi ha cancellato con della vernice bianca il volto ed il messaggio di Peppino Impastato (“Bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla”)  ha già tracciato una sorta di programma elettorale per impedire che Riace ritorni ad essere il paese disegnato da Mimmo Lucano, il comune dell’accoglienza che è sempre stato. Forse anche l’attentato subito da Enzo Infantino, presidente della fondazione “E’stato il vento” che ha dato una mano finanziaria nello sviluppo del modello d’accoglienza, a cui hanno bruciato l’auto, è stato un segnale. Forse, sarà l’inchiesta ad accertarlo, certo è stato comunque un brutto segnale.

“Giuseppe Impastato, accoglienza e umanità sono l’incubo delle destre e delle mafie”, ha commentato l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano all’Ansa, secondo cui l’episodio di stanotte “fa parte di un preciso retroterra culturale. È l’ennesima dimostrazione che uguaglianza sociale e ideali politici di opposizione alle mafie fanno paura a certi ambienti calabresi, e non solo. È più o meno la stessa cosa che è avvenuta negli ultimi anni quando l’amministrazione comunale in carica ha tolto il cartellone ‘Riace paese dell’accoglienza’ e quello in cui era raffigurato un Peppino Impastato ‘nero’, simbolo dell’accoglienza e allo stesso tempo della lotta alle mafie”.
“Non possiamo non notare, inoltre – ha detto ancora Lucano – che la Rai non ha ancora inserito nel suo palinsesto la fiction su Riace. Noi non perdiamo mai la speranza, ma i segnali che ci arrivano non sono dei migliori”.

Per questo rilanciamo l’appello che il coordinamento provinciale di Cosenza di Sinistra Italiana ha rivolto alla Rai, affinché possa essere trasmessa, finalmente, la fiction “Tutto il mondo è paese” con Beppe Fiorello dove si racconta come è nato e come si sia sviluppato quello che nel mondo chiamano il “modello Riace”. E’ anche la richiesta che il consigliere  della Tv di Stato Riccardo Laganà ha fatto durante l’ultimo consiglio d’ amministrazione dopo che nei giorni scorsi era stata formalizzata una richiesta ufficiale, a trasmettere la fiction, da parte dell’esecutivo dell’Usigrai.

Perché la fiction è stata realizzata e pagata dalla Rai con i fondi del canone e come ha scritto lo stesso Laganà, comunque può creare un sano dib attito su un tema importante.