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Querela contro la collega Pacella. Accolta l’eccezione della difesa. E fuori dell’aula un presidio a sostegno della giornalista

 

Un primo importante risultato è giunto stamane al termine della prima udienza del processo penale a carico dei colleghi Fabiana Pacella e Stefano Elli, mandati a giudizio per diffamazione con imputazione coatta.
La vicenda riguarda l’inchiesta sulla Bcc Terra d’Otranto, il querelante è l’attuale presidente, Flavio Ciurlia, costituitosi in udienza parte civile tramite il suo legale, riservandosi di quantificare il danno in sede di istruttoria.
Accolta dal giudice Mario Tosi, dopo una lunga camera di consiglio, l’eccezione della difesa di Pacella, affidata all’avvocato Carlo Gervasi, sull’incompatibilità territoriale del tribunale di Lecce: il processo si sdoppia dunque, e si terrà presso i tribunali di Milano e di Roma.
Oggetto di querela infatti, sono un articolo pubblicato su IlSole24Ore (la sede è a Milano) e confirmato da Pacella ed Elli, e due articoli pubblicati da Pacella su Formiche.net (la sede è a Roma).

Il risvolto più grave della vicenda, in termini di attentato alla libertà di stampa attraverso lo strumento, sempre più diffuso, della querela temeraria, ma nel rinvio a giudizio diretto, senza passare dall’udienza preliminare.

Il  rinvio con imputazione coatta risale al 6 giugno 2017. Entrambi i colleghi sono stati querelati nel 2016 dall’attuale presidente di Bcc Terra ‘Otranto con sede a Lecce e provincia, insediatosi a gennaio di quell’anno, per un articolo  a doppia firma pubblicato il 30.04.2016 sull’inserto di approfondimento Plus24 de IlSole24Ore, relativo alla pesante inchiesta ancora in corso, che nel 2014 travolse l’istituto di credito.

Ciurlia contestò il titolo “credito malato” riferito alla vicenda giudiziaria in corso precedente il suo insediamento, e l’ipotesi formulata dai colleghi, di un possibile avvicinamento a Bcc da parte di PopBari, all’epoca dei fatti uno dei più grossi istituti di credito del Mezzogiorno. Il presidente fu anche contattato dai colleghi prima della stesura del pezzo, ma non fu possibile reperirlo.

Ma Fabiana Pacella, che segue giornalisticamente l’inchiesta su Bcc da oltre 4 anni su testate diverse,  è stata querelata anche per  un altro articolo, in due tranches, pubblicato da Formiche.net il 18 marzo 2016 (link) e il 23 marzo 2016 (link).

Nonostante la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Carmen Ruggiero il 22.9.2016 che scriveva “non è chi non veda come la pubblicazione degli accertamenti della Banca d’Italia non si concretizzi in una ingiustificata aggressione all’istituto di credito BCC Terra d’Otranto. Si tratta piuttosto del disvelamento di fatti inerenti alla predetta banca che non possono ritenersi diffamatori sulla scorta delle connotazioni negative che li contraddistinguono”, il processo si è aperto.

Gli ispettori della Banca d’Italia così come i militari del Ros di Lecce del Gico della Guardia di Finanza, all’epoca vergarono fiumi di contestazioni e irregolarità gravi, che portarono da un lato al commissariamento della banca e dall’altro ad una doppia indagine, per estorsione aggravata da metodo mafioso e per riciclaggio.

Per la prima il 29 ottobre prossimo è fissata l’udienza preliminare a seguito di richiesta di  rinvio a giudizio di 10 persone tra politici, esponenti della Sacra Corona Unita, dipendenti di Bcc. Per loro, accusati di reati quali estorsione aggravata da metodo mafioso, tentata concussione e violenza privata, gravi è stata prevista un’udienza preliminare. Per i colleghi giornalisti no.

Davanti all’aula in cui si è svolto il processo, semplici cittadini e rappresentanti delle forze dell’ordine recatisi in prima persona a manifestare sostegno e solidarietà alla collega salentina.

Fabiana Pacella è difesa dall’avvocato Carlo Gervasi.

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