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A Napoli il Treno Verde, tra cambiamenti climatici e energie rinnovabili

 

La scorsa settimana la città di Napoli si è svegliata sotto una coltre di neve. Sembrava di essere sulle Alpi e non in riva al golfo di Caruso. Chi c’era, afferma che un’altra nevicata di tale portata si era vista nella città alle pendici del Vesuvio poco più di trent’anni fa. Altri, invece, hanno paragonato la nevicata di febbraio addirittura a quella del 1956. Una città nella morsa del gelo, paralizzata come tutto il resto del Paese che ha assistito alla chiusura di  scuole, autostrade, ferrovie, rinvio di  partite di calcio. Un freddo eccezionale che gli esperti si sono divertiti a soprannominare Burian. Sorrisi a parte, è bastato che la colonnina di mercurio scendesse ben oltre i punti di riferimento stagionali per costringerci a  fare i conti con una dura quanto triste realtà che ha mandato nel panico tutte le amministrazioni locali.  Cambiamenti climatici, certo, ma che hanno messo a nudo una diffusa impreparazione da parte del Bel Paese a fronteggiare eventi del genere. Scende la neve che imbianca strade, case e colline e i bambini gioiscono perché possono finalmente comprendere quanto bello è stato per i loro genitori giocare in strada. E poi ghiaccio con l’asfalto che si spacca, Roma come Napoli già pronte a candidarsi  per ospitare, in modo permanente, la Ryder Cup di golf. Ci sono, infatti, più buche in queste due città che in un prato verde dove si gioca quello che tutti considerano lo sport dei ricconi.

Si è trattata veramente di una simpatica e costruttiva chiacchierata, quella che abbiamo intrattenuto nel “Treno Verde” di Legambiente durante la sua tappa napoletana. Un modo per raggiungere i bisogni quotidiani partendo dalle grandi e importanti tematiche ambientali. Il Treno Verde quest’anno spegne le trenta candeline, e con il suo viaggio lungo lo Stivale racconta di energia pulita, reti elettriche intelligenti, efficienza e mobilità, energie rinnovabili per decretare la fine dell’era fossile e ovviamente di riciclo. Quattro carrozze tematiche: spazio ai cambiamenti climatici nella prima, efficienza energetica e mobilità sostenibile nella seconda, recupero e riciclo pneumatici nella terza, incontri e dibattiti nella quarta.                                                                                         Ma quanta voglia avrà il prossimo governo (di scopo, di maggioranza, di garanzia) di affrontare questi temi? E le amministrazioni locali che sembrano diventate tante massaie impegnate a  fare i conti per arrivare alla fine del mese? Ovviamente non è tutto nero, così come non è tutto dorato ciò che luccica. Anche la stessa Campania, da sempre afflitta da problemi seri e strutturali, si mette in mostra con amministrazioni e realtà territoriali virtuose. Ciò che si evince è la necessità di cambiare il modo di pensare alla vita di comunità. Invertire la rotta per pensare a un nuovo modo di progettazione delle nostre città. Dunque non appare un’utopia consigliare ai cittadini di contribuire ad una piccola rivoluzione ambientalista partendo dal basso. Dalla propria abitazione passando dal condominio, anche se quest’ultimo sembra più simile a una giungla urbana dove ci si azzuffa in nome del nulla. Però rivolgendosi ai centri energia presenti sul territorio questo percorso potrebbe proseguire e la forchetta dovrebbe così ridursi notevolmente.

Il Treno Verde lascerà la stazione di Napoli Campi Flegrei il pomeriggio dell’8 marzo per proseguire il suo viaggio: Grosseto (9, 10 marzo); Ancona (12, 13 marzo); Ravenna (15, 16, 17 marzo); Vercelli (19, 20 marzo); Savona (22, 23, 24 marzo); Rovigo (26, 27 marzo); Trieste (29, 30 marzo); Trento (4, 5, 6 aprile).

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